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Di Redazione IBTimes Italia | 22.02.2013 17:05 CET

Playboy cambia faccia, causa la crisi del settore, la famosa rivista patinata ha deciso di mutare strategia, virando anche verso contenuti più "casti". Rivestire le Conigliette è solo un passo, non l'unico. Iniziato nel 2011 con il buyout del fondatore Hugh Hefner, che insieme al private equity Rizvi Traverse lo ha acquisito totalmente Playboy Enterprises. Per rilanciare il marchio è stato chiamato Scott Flanders, come Ceo: per la prima volta un esterno rispetto a quella che era la tradizione di pescare nella cerchia più stretta intorno a Hugh Hefner.

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Cambio forse dovuto al fatto che negli ultimi tempi, l'azienda ha perso 12 milioni di dollari. E così oltre ad allungare i vestiti delle modelle, sono stati necessari altri tipi di tagli: al personale in primis. Rispetto al 2009 lo staff del mensile è stato tagliato del 75%, passando da 585 impiegati a 165. Piccolo è meglio, questo il mantra. Che significa però anche meno ricavi: sempre nel 2009 erano 240 milioni di dollari, nel 2012 i ricavi sono stati invece 135 mln. La strategia però ha funzionato, visto che comunque il margine operativo è aumentato da 19,3 milioni a 38,9. Parte di questo successo è dovuto anche alla riorganizzazione della logistica, soprattutto della distribuzione: cercando di tagliare il più possibile i costi. La vendita dei diritti, televisivi e digitali, ha permesso poi ridurre ulteriormente la struttura, facendo lievitare gli introiti per le licenze da 37 a 62 milioni di dollari. La strategia però diventa evidente nell'approccio diverso che avrà il marketing, soprattutto nei confronti degli accordi pubblicitari.

Riposizionando il marchio in un target alto, anche per questo sono state siglate alcune partnership strumentali, tra cui anche Dolce & Gabbana. L'obiettivo di ripulire l'immagine, che se pur apprezzata dai fan lo era meno dagli affari in giacca e cravatta (pochi volevano investire su di un giornale che non daresti a tuo figlio), significa passare anche da internet. Per questo cadono i veli della censura sullo store della Apple: che accoglierà una versione soft della rivista: poche nudità, molte belle donne e consigli su uno stile di vita glamour.

 

 

Aida Yespica per Playboy
(Foto: Playboy / )
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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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