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Di Alessandro Proietti | 22.02.2013 23:07 CET

L'agenzia di rating Moody's si scaglia contro la Gran Bretagna.

La scelta del downgrade tira in ballo tutte le emissioni governative: diminuito di un notch, il rating è passato così dalla famosa AAA all'attuale Aa1 con outlook stabile.

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Alcuni aspetti fondamentali di questo declassamento sono stati citati dalla stessa agenzia di rating.

Si fa un primo chiaro riferimeto alle "continue debolezze legate all'outlook della crescita inglese nel medio termine" e al proseguimento di tale lenta crescita per il prossimo lustro.
Il programma di risanamento del bilancio del Paese dovrà affrontare sfide via via maggiori creando ulteriori elementi di incertezza circa l'effettiva forza della crescita.
L'agenzia di rating conferma, nonostante tutto, l'elevata solidità creditizia della Gran Bretagna posta su delle solide basi economiche quali l'estrema comeptitività e l'ampia diversificazione.

 L'outlook stabile, nonostante il downgrade, è figlio dell'attuale congiuntura: "la volontà politica e i punti di forza dell'economia consentiranno, nel tempo, al Governo di attuare il piano di risanamento di bilancio e invertire la traiettoria del debito pubblico"

L'evoluzione del contesto economico aiuterà, poi, la stessa agenzia a capire in che direzione andrà la Gran Bretagna: "Come dimostra l'outlook, Moody's non anticipa alcuna modifica [ulteriore] del rating per i prossimi 12-18 mesi". Ovviamente l'eventuale inefficacia delle politiche economiche del Governo nell'ambito dell'alleggerimento del debito, così come un peggioramento degli indici economici, porterà Londra a dover fronteggiare un nuovo downgrade.

L'agenzia tiene a precisare, ovviamente, che è valevole anche l'andamento diametralmente opposto: un forte aumento del tasso di crescita accompagnato dalla riduzione del "Debt-to-GDP" (il debito rispetto al Pil) porterà la Gran Bretagna a riappropiarsi del massimo rating tornando a far parte di quel sempre più elitario club della "Tripla A".

Londra
Credits: wikimedia commons
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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