• Share
  • OkNotizie
  • +6
  • 0

Di Dario Saltari | 23.02.2013 16:23 CET

Si è chiusa ieri la campagna elettorale. Tutti partiti hanno esposto i loro programmi che, come sempre succede, sono infarciti di promesse di tutti i tipi ma che riguardano soprattutto la sfera fiscale. Il problema adesso è capire se queste promesse siano davvero realizzabili. Per fare questo l'unico strumento che abbiamo, e che siamo in grado di darvi, è la quantificazione del costo delle varie promesse andando a vedere se le coperture fiscali indicate sono davvero adeguate.

Seguici su Facebook

Coalizione di Centrosinistra (Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà). Tra le principali proposte fiscali della coalizione di centrosinistra troviamo quella di sbloccare 10 miliardi l'anno per cinque anni per pagare i debiti delle piccole imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione. In cinque anni, quindi, i miliardi da reperire saranno 50. Secondo il programma del Partito Democratico l'intervento sarà finanziato attraverso l'emissione di titoli del Tesoro ad hoc. Essendo obbligazioni, tuttavia, il PD si dimentica comunque di indicare come coprire questi 50 miliardi a cui andranno aggiunti, quindi, degli interessi che non sono attualmente prevedibili. L'altra proposta forte del centrosinistra è quella di destinare 7,5 miliardi di euro per ristrutturare scuole e ospedali in tutto il paese. Questa manovra sarebbe coperta per il 60% da tagli alla difesa e per il restante 40% attraverso l'utilizzo di fondi strutturali europei. Il polo di centrosinistra, inoltre, propone l'eliminazione dei ticket per le prestazioni specialistiche il cui costo è stato stimato in 834 milioni di euro. La copertura a quest'operazione sarebbe fornita dal taglio alle consulenze esterne del Servizio Sanitario Nazionale che attualmente costano allo Stato circa 790 milioni di euro. Incerta, quindi, rimane la copertura riguardo i 44 milioni di euro rimanenti. Per quanto riguarda il fisco il Partito Democratico propone di eliminare gradualmente l'Irap sul costo del lavoro per le imprese che assumono giovani e donne con contratti a tempo indeterminato. Questo tipo di manovra non è attualmente verificabile sotto un profilo finanziario. Per quanto riguarda l'Imu, infine, la proposta del centrosinistra prevede unicamente un riequilibrio delle aliquote alleggerendo quelle dei ceti medio bassi e appesantendo quelle dei ceti medio-alti. L'operazione, quindi, dovrebbe essere a costo zero.

Il programma del centrosinistra, quindi, dovrebbe "costare" oltre 60 miliardi di euro in 5 anni senza contare la proposta sull'Irap.

Coalizione di Centrodestra (Popolo della Libertà, Lega Nord). Il programma della coalizione di centrodestra si basa sulla "proposta shock" di Silvio Berlusconi riguardo l'Imu. Secondo quanto affermato dal leader del Popolo della Libertà, infatti, l'eventuale prossimo governo di centrodestra non solo cancellerà l'Imu sulla prima casa già dal 2013 ma restituirà quanto dato dagli italiani sotto forma di imposta nel 2012. Questa manovra costerà all'incirca 8 miliardi di euro. Dal programma del Pdl, tuttavia, si evince che la proposta comprende anche l'abolizione dell'Imu sui terreni e i fabbricati agricoli che allargherebbe la copertura finanziaria di altri 692 milioni di euro. Secondo il Pdl questi soldi (circa 9 miliardi di euro, quindi) sarebbero ricavabili da nuove imprecisate imposte sull'alcol e i tabacchi, da un accordo fiscale con la Svizzera sui capitali italiani sconosciuti al fisco che risiedono nel paese elvetico e attraverso la Cassa Depositi e Prestiti. Tutte e tre le vie sembrano impraticabili: la prima lascerebbe invariata la pressione fiscale complessiva, la seconda è stata smentita dallo stesso governo elvetico e la terza significherebbe andare a prelevare gli stessi depositi postali degli italiani. Seconda proposta riguarda l'eliminazione graduale dell'Irap. Il gettito fiscale totale di questa imposta ammonta a circa 32 miliardi di euro. Il Pdl non ha dato spiegazioni riguardo la copertura finanziaria di questa manovra. Se questo non bastasse, il Pdl ha proposto anche di evitare l'aumento dell'Iva di un punto percentuale previsto per il primo luglio del 2013. Per questa iniziativa servono all'incirca 4 miliardi di euro. Anche per quanto riguarda questa proposta il Pdl non ha indicato le possibili coperture. Infine, per quanto riguarda la spesa pubblica, il centrodestra propone di tagliare la spesa pubblica di 16 miliardi l'anno per cinque anni per un totale di 80 miliardi. Il Pdl, tuttavia, non ha indicato in quali voci di spesa voglia ricavare questi 16 miliardi annui.

In totale, quindi, il programma del centrodestra ha bisogno di una copertura finanziaria di 41 miliardi l'anno (oltre alla restituzione dell'Imu del 2012 da 4 miliardi per il solo 2013), più un taglio della spesa pubblica di 80 miliardi in cinque anni.

Terzo polo (Scelta Civica, Udc, Fli). Il programma di Scelta Civica prevede innanzittutto di ridurre il rapporto tra Irpef e Pil del 2% in cinque anni. Questa manovra, secondo la stessa agenda Monti, costerebbe circa 15 miliardi. Allo stesso modo il terzo polo si propone di eliminare il monte salari dalla base imponibile dell'Irap. In cinque anni questa proposta porterebbe ad un gettito fiscale diminuito di 11,2 miliardi di euro. Infine Monti si propone anche di agire sull'Imu aumentando le detrazioni sulla prima casa (da 200 a 400 euro), sui figli a carico (da 50 a 100 euro per ogni figlio), sugli anziani soli e sulle persone con disabilità (introduzione della detrazione da 100 euro). Il tutto dovrebbe costare circa 2,5 miliardi di euro. Scelta Civica, inoltre, si propone di aumentare il rapporto tra investimenti pubblici e pil dello 0,8% in cinque anni. Per fare ciò, un eventuale nuovo governo Monti dovrebbe trovare circa 17,6 miliardi di euro nell'arco di una legislatura. La copertura finanziaria per queste proposte sarebbe garantita dalla lotta all'evasione fiscale attraverso l'implementazione del Fondo per il recupero evasione. Oltre a ciò, l'agenda Monti prevede anche di incrementare la spesa per l'educazione di 8 miliardi di euro in 5 anni. Il tutto viene condito da una riduzione cumulata del rapporto tra spesa pubblica corrente primaria e pil del 4% in cinque anni. Tradotto in termini reali questo vuol dire un taglio di 88 miliardi alla spesa pubblica in 5 anni.

In totale l'agenda Monti prevede manovre, nell'arco dell'intera legislatura, dal volume finanziario di 54,3 miliardi di euro più un taglio della spesa pubblica di 88 miliardi.

Movimento 5 Stelle. Le due principali proposte del movimento guidato da Beppe Grillo riguardano l'Imu e il reddito di cittadinanza. La prima proposta prevede l'abolizione dell'Imu sulla prima casa il cui gettito alle casse dello Stato equivale a circa 4 miliardi di euro. Più complesso è il discorso sul reddito di cittadinanza. Grillo ha più volte dichiarato di voler garantire una cifra tra i 900 e i 1000 euro netti mensili per un massimo di tre anni. Se il reddito di cittadinanza venisse garantito a tutti i disoccupati e agli inattivi (ovvero coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano), che in Italia attualmente sono circa 17,1 milioni di persone, allora l'esborso per lo Stato sarebbe tra i 184,7 e i 205,2 miliardi di euro netti l'anno. È difficile comprendere come il taglio delle province, del finanziamento pubblico ai partiti e ai giornali e più in generale una riduzione consistente dei costi della politica possa coprire un impegno così gravoso. Più importante potrebbe essere il recupero dell'evasione fiscale delle slot machine che ammonta, secondo la Corte dei Conti, a circa 89 miliardi di euro. Come il resto dell'evasione fiscale, tuttavia, anche quella derivante delle slot machine è difficile da combattere e non si possono quantificare a priori i risultati.

Le proposte di Grillo, quindi, avrebbero bisogno di una copertura finanziaria che andrebbe dai 188,7 e i 209,2 miliardi di euro netti l'anno.

I partiti, inoltre, non avranno solo la preoccupazione di mantenere queste promesse ma anche di rispettare i vincoli economici europei nel cercare di attuare i propri programmi. Se integralmente attuate, quindi, queste proposte potrebbero avere un incredibile impatto sulla nostra economia. Non si sa, tuttavia, se in positivo o in negativo. Per capirne di più, tuttavia, potete dare un'occhiata alla nostra analisi specifica.

Un ventaglio di banconote da 100 euro.
(Foto: Reuters / Pichi Chuang)
Un ventaglio di banconote da 100 euro.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +6
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci