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Di Giovanni Tortoriello | 23.02.2013 18:54 CET

Dopo anni di censura, il governo cinese ha finalmente ammesso l'esistenza dei famigerati "villaggi del cancro". In un documento redatto dal ministro della Protezione Ambientale di Pechino e allegato al nuovo piano quinquennale di lotta all'inquinamento si legge: "Negli ultimi anni il rilascio di sostanze chimiche, tossiche e pericolose ha causato parecchi disastri ambientali e l'interruzione delle forniture di acqua potabile, potando a gravi danni alla salute e problemi sociali come i villaggi del cancro".

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Secondo Wang Canfa, avvocato specializzato in tematiche ambientali che dirige a Pechino un centro per le vittime dell'inquinamento (Enviromental and Natural Resources Law Research Institute della China University of Political Science and Law), questa è la prima volta che in documento ufficiale viene utilizzato il termine "villaggi del cancro". L'espressione è nata in Cina a seguito dell'inchiesta del giornalista Deng Fei che nel 2009, utilizzando Google Maps, ha tracciato una prima mappa delle zone del paese con il maggior tasso di malattie tumorali.

Negli ultimi decenni l'industrializzazione ha causato in Cina un aumento vertiginoso dell'inquinamento di acqua, aria e suolo. Molte fabbriche sono state costruite nei pressi dei fiumi e, secondo il sito TheLeafNation, oltre metà delle falde acquifere è compromessa. Il Governo di Pechino, inoltre, è stato costretto ad ammettere che in Cina vengono utilizzate sostanze chimiche velenose vietate nei Paesi occidentali. Come ricorda la ricercatrice Shelley Yang, negli ultimi trent'anni la mortalità da cancro è cresciuta dell'80% e oggi è la prima causa di morte del Paese

Mentre l'attivista cinese Ma Jung ha parlato di uno "sviluppo positivo" perchè "il riconoscimento dell'esistenza dei problemi è il primo passo e il presupposto per iniziare davverpo a risolverli", Wang Canfa ha ricordato come il principale problema da affrontare sia l'inadeguatezza delle misure legislative attualmente vigenti nel Paese.

"Per esempio- ha dichiarato Canfa- accade che le persone giudicate responsabili dell'inquinamento delle falde acquifere con rifiuti tossici ricevono solo una multa, ma non affrontano cause penali, in quanto non abbiamo le leggi in materia. Quindi lo scarico illecito è più economico per le aziende, rispetto al costoso trattamento chimico dei rifiuti".  

[Via: Agi]

 

inquinamento
(Foto: reuters.com / )
Lo smog emesso da due ciminiere
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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