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Di Roberto Cutonilli | 23.04.2013 16:06 CEST

Continuiamo l'approfondimento iniziato con il precedente articolo e passiamo ad analizzare le agevolazioni, i benefici e le deroghe a quanto previsto dal diritto societario dati dall'appartenenza di una società alla categoria delle startup innovative.

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Cominciamo con un beneficio non da poco, visto che la riduzione del capitale per perdite a meno di un terzo viene posticipata al secondo esercizio successivo, in deroga a quanto stabilito agli artt. 2446 secondo comma e 2482-bis, quarto comma, c.c., mentre qualora il capitale sociale scenda per perdite al di sotto del limite legale, l'azione di immediata riduzione del capitale e contestuale aumento dello stesso non al di sotto del limite legale, può anche essere rimandata dall'Assemblea alla chiusura dell'esercizio successivo, in deroga agli artt. 2484, primo comma, punto 4, e 2545-duodecies, c.c.;

Punto centrale della normativa è la possibilità per la società startup innovativa costituita sotto la veste giuridica di società a responsabilità limitata, di poter creare all'atto della costituzione particolari categorie di quote fornite di diritti diversi, e nei limiti di legge, determinarne liberamente il contenuto, anche in deroga alla normativa sulla sollecitazione al pubblico risparmio, secondo quanto previsto dall'art. 2468, commi secondo e terzo, c.c. 

In aggiunta la startup innovativa potrà nel suo atto costitutivo prevedere particolari categorie di quote che non abbiamo diritti di voto in assemblea o il cui voto non sia proporzionale al numero di quote possedute o ancora sia limitato a particolari argomenti o casi, in deroga a quanto previsto dall'art. 2479, quinto comma, c.c. Tali ultime norme sono dettate per la caratteristica particolare delle società interessate dalla normativa.

Infatti le stesse società, essendo in una fase di crescita o sviluppo, avranno necessariamente bisogno di reperire capitale sul mercato e per fare ciò avranno bisogno, tra le altre esigue possibilità finanziarie, di scambiare equity con investimento.

Dato che in tali casi, soprattutto con l'avvento del crowdfunding, questo può significare partecipazioni detenute da una moltitudine indistinta di soggetti, il legislatore ha pensato bene di tutelare i promotori lasciando la possibilità, attraverso la previsione di quote particolari (nonché le emissioni di altri strumenti finanziari che vedremo), di non diluire eccessivamente il capitale sociale e di non paralizzare l'assemblea con un eccessivo coinvolgimento di terzi.

A questo punto, delineate queste deroghe particolari, il Decreto sviluppo fa un salto decisivo, prevede che le quote di partecipazione al capitale di startup innovative costituite in forma di società a responsabilità limitata, possano costituire oggetto di offerta al pubblico di prodotti finanziari, anche attraverso i portali per la raccolta di capitali, sancendo di fatto la nascita in Italia dell'equity based crowdfunding, pur nei limiti delle leggi speciali.

Altra deroga interessante al diritto societario è quella secondo la quale le startup innovative costituite sotto forma di società a responsabilità limitata possono acquistare azioni proprie, purché ciò sia effettuato secondo un piano prestabilito di incentivazione secondo il quale l'operazione è volta ad assegnare quote di partecipazione ai dipendenti, collaboratori o componenti dell'organo amministrativo, o ancora a prestatori d'opera o servizi professionali, in deroga all'art. 2474 c.c.

L'atto costitutivo delle startup e degli incubatori certificati, può inoltre prevedere l'emissione di strumenti finanziari forniti di diritti patrimoniali o di diritti alla partecipazione amministrativa della società, a fronte di prestazioni d'opera o di servizi effettuati da soggetti terzi alla compagine sociale.

L'iscrizione al registro delle imprese comporta inoltre la possibilità di ricevere incentivi e sgravi fiscali. Tra questi vi è il mancato obbligo di pagare l'imposta di bollo ed i diritti di segreteria sull'iscrizione stessa e l'esonero dal pagamento della relativa quota annuale dovuta alla Camera di commercio.

Nel prossimo articolo continueremo a svelare altri lati poco conosciuti ma molto importanti del Decreto crescita 2.0.

For any further information please feel free to email me at r.cutonilli@IBTimes.com

Entering startup
(Foto: Flickr / dierken)
Foto scattata da dierken
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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