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Di Redazione IBTimes Italia | 02.07.2013 16:49 CEST

Poche speranze per le numerose richieste di asilo inoltrate da Edward Snowden, l'ex-contractor della National Security Agency che ha rivelato al mondo l'esteso caso di spionaggio ai danni sia di privati cittadini (statunitensi e non), che delle ambasciate di mezzo mondo, compresi Paesi alleati.

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Dei 21 paesi cui sarebbe stata inoltrata la richiesta di asilo politico, appena cinque hanno mostrato un qualche interesse ad esaminare la domanda, ovvero Bolivia e Venezuela, come IBTimes aveva reso noto in mattinata, cui si aggiungono l'Italia, la Germania e la Finlandia: un portavoce dell'ambasciata italiana a Mosca ha confermato che la richiesta di asilo politico è stata ricevuta e trasmessa a Roma, mentre la Finlandia ha confermato di aver ricevuto la richiesta di Snowden, ma di non averla ancora esaminata. In entrambi i casi, tuttavia, le possibilità che essa venga accettata sono scarse: nel caso dell'Italia Snowden dovrebbe trovarsi sul territorio italiano perché la richiesta possa essere formalmente corretta. Il ministro degli Esteri Guido Westerwelle ha invece affermato di avere ricevuto la richiesta e che verrà esaminata prossimamente.

Dodici paesi hanno invece mostrato una certa freddezza nei confronti della richiesta: Austria, Ecuador, Irlanda, Islanda, Norvegia e Spagna hanno dichiarato che accetteranno richieste di asilo solo se e quando Snowden si troverà sul territorio del loro paese, cosa impossibile, a meno di colpi di scena, visto che, essendo privo di passaporto valido, Snowden non può lasciare l'area di transito dell'aeroporto Sheremetyevo di Mosca; Brasile, Francia, India e Polonia hanno invece escluso la possibilità di prendere in considerazione un'eventuale domanda di asilo; la Svizzera ha affermato che finché non si troverà sul territorio svizzero (ambasciate escluse, secondo una legge recente) non sarà possibile esaminare la richiesta di asilo, ma potrebbe essere concesso un visto umanitario di tre mesi che gli permetterebbe di raggiungere la Svizzera (tuttavia tale visto può essere lasciato solo in caso di immediato pericolo per la vita del richiedente, e non sembra essere il caso di Snowden); la Russia aveva invece posto nei giorni scorsi come condizione per la concessione di asilo politico la fine delle rivelazioni sul Datagate, e in conseguenza di ciò Snowden aveva optato per il ritiro della domanda.

Nessuna informazione invece da Cina, Cuba, Paesi Bassi e Nicaragua: il portavoce del ministro degli Esteri cinese ha affermato di non avere informazioni a proposito della richiesta di asilo politico, mentre l'ambasciata cubana a Mosca ha deciso di non commentare la questione.

Datagate
(Foto: Reuters / )
Edward Snowden durante un notiziario trasmesso nell'aeroporto Sheremetyevo di Mosca
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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