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Di Redazione IBTimes Italia | 02.07.2013 17:24 CEST

Il parco Gezi a Istanbul, per ora, è salvo: il tribunale di Istanbul ha infatti respinto le obiezioni presentate dal ministero per il turismo e la cultura della Turchia circa la sospensione del progetto edilizio di piazza Taksim al centro di proteste e violenze nelle scorse settimane. Il parco, se la decisione verrà confermata fra due mesi, rimarrà quindi ciò che è ora, come richiesto dall'associazione per la conservazione del parco Gezi in piazza Taksim.

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La decisione finale della sesta corte amministrativa di Istanbul con annesse motivazioni sarà resa nota fra due mesi: tutto ciò di cui si ha notizia attualmente è che il tribunale ha deciso a maggioranza, e che il presidente della Corte avrebbe espresso voto contrario. Altre decisioni sul destino del parco sono tuttavia pendenti in altre sezioni del tribunale.

La questione della riqualificazione di Piazza Taksim aveva scatenato alla fine di maggio importanti proteste a Istanbul e in tutta la Turchia: le dimostrazioni erano nate inizialmente per protestare contro un progetto edilizio che prevedeva l'abbattimento dell'ultimo polmone verde di Istanbul, e la costruzione al suo posto di un centro commerciale nonché di una moschea, proprio davanti agli "occhi" della statua del fondatore della Turchia moderna (e laica) Mustafa Kemal Ataturk. Alle proteste degli ambientalisti si erano poi unite quelle delle opposizioni, che hanno accusato il premier turco Recep Tayyip Erdogan di essere un dittatore e di volere imporre alla Turchia una svolta islamista.

Le proteste sono continuate per diverse settimane nel mese di giugno, provocando diversi morti e migliaia di feriti, poiché la polizia era intervenuta brutalmente per sedare la rivolta, riuscendo infine a sgomberare il parco e la piazza.

Il premier turco aveva accusato delle proteste un fantomatico complotto internazionale contro la Turchia, una tesi non ancora abbandonata dal governo, tant'è che oggi il vice premier Besir Atalay ha accusato la diaspora ebraica degli incidenti di Gezi Park, una mossa che rischia di mandare all'aria i piani di riavvicinamento fra Turchia e Israele.

Per quanto riguarda il destino del parco, infine, il premier aveva affermato che si sarebbe messo nelle mani della magistratura, e che se anche i giudici avessero deciso di approvare il piano del governo, il destino parco Gezi sarebbe stato deciso comunque attraverso un referendum. Ma, in caso contrario, non sarebbe la prima volta che una promessa di Erdogan non viene mantenuta: lo stesso blitz della polizia con cui avvenne lo sgombero della cittadella presente del parco fu ordinato dopo la promessa che il governo non avrebbe toccato le tende di Gezi Park.

Turchia
(Foto: Reuters / )
Poliziotti di guardia a Gezi Park
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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