• Share
  • OkNotizie
  • +7
  • 0

Di Claudio Forleo | 07.07.2013 19:40 CEST

Nella storia dell'ultima trattativa fra Stato e mafia entra di diritto un capitolo che potremmo chiamare gli 'smemorati di Stato': cosiddetti 'uomini delle Istituzioni' che hanno scelto per anni la via del silenzio, o peggio ancora del 'non ricordo', in merito al periodo 1992-1994. Tutti personaggi di primissimo piano, anche a distanza di un ventennio dai fatti.

Seguici su Facebook

SMEMORATO PER ANTONOMASIA: CHI E' NICOLA MANCINO

Le versioni e il ruolo di Nicola Mancino meriterebbero la stesura di un libro. Indicato dal pentito Giovanni Brusca come il "destinatario del papello" di Riina e "referente istituzionale" della trattativa, facava parte della sinistra Dc. In Parlamento dal 1976, uomo capace di 'tessere rapporti' anche con esponenti politici di altri schieramenti, si avvicina ai 'miglioristi' del Pci, capitanati dal futuro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sarà proprio all'inquilino del Colle e al suo entourage del Quirinale che Mancino si rivolge quando ha la certezza di essere finito nel mirino delle indagini sulla trattativa condotte dalla Procura di Palermo (ne parleremo nel prossimo articolo).

L'INCONTRO CON BORSELLINO: LE SMENTITE E L'AMMISSIONE DEL 2012

E' il 28 giugno 1992 quando diventa Ministro dell'Interno in sostituzione di Vincenzo Scotti. Tre giorni più tardi, il 1°luglio 1992, Paolo Borsellino annota sulla sua agenda un appuntamento istituzionale con il neo-ministro.

Per anni Mancino ha negato di aver mai incontrato il magistrato. Ancora il 25 luglio 2009 (all'epoca è vice-presidente del Csm guidato da Napolitano), in una intervista al Corriere della Sera dichiara: "Quel colloquio non c'è stato. Ricordo la chiamata di Parisi dal telefono interno: 'Avrebbe qualcosa in contrario se Borselli­no venisse a salutarla?'. Naturalmente ri­sposi che poteva farmi solo piacere, ma poi non è venuto. Aggiungo di non poter escludere che sia stato tra le de­cine o centinaia di persone a cui ho stretto la mano nei corridoi e nell'ufficio del Viminale, zeppo di gente, di cui sinceramente non ho un preciso ricordo".

Mancino sostiene di non ricordare se in uno dei periodi più bui della Repubblica, appena nominato ministro, ha incontrato Paolo Borsellino: il magistrato più famoso d'Italia, già indicato pochi giorni dopo la strage di Capaci come possibile 'sostituto' di Falcone per la nuova Procura Nazionale Antimafia, e che verrà ucciso 18 giorni dopo quell'incontro che "non c'è stato".

La versione fa acqua e nel gennaio 2012 Mancino fa marcia indietro a modo suo:  "Non lo escludo, non lo escludo, nel mio linguaggio vuol dire lo ammetto". Lo fa deponendo durante un'udienza del processo per favoreggiamento a Cosa Nostra a carico di Mario Mori: Mancino ha dunque incontrato al Viminale Paolo Borsellino il 1°luglio 1992 dopo una "telefonata interna" del capo della Polizia Vincenzo Parisi.

1°LUGLIO 1992, C'E' ANCHE CONTRADA

Perchè è così importante quell'incontro? Perchè sono passati pochi giorni dal momento in cui Borsellino è venuto a conoscenza dei contatti fra il Ros e Vito Ciancimino. Ma anche perchè quel 1°luglio 1992, prima di essere convocato al Viminale, stava interrogando il pentito Gaspare Mutolo , il quale gli stava confermando quanto Tommaso Buscetta aveva iniziato a raccontare quasi dieci anni prima su Bruno Contrada: il numero 3 del Sisde è colluso con Cosa Nostra (verrà condannato a dieci anni di reclusione).

Quel 1°luglio 1992, mentre Borsellino aspetta di essere ricevuto da Mancino, incontra proprio Bruno Contrada: l'agente dei servizi fa un riferimento esplicito alla collaborazione del pentito Mutolo. Lo ha dichiarato Gioacchino Natoli, oggi presidente del Tribunale di Marsala e già pm del processo Andreotti, nella testimonianza raccolta lo scorso anno dallo Speciale Tg1 andato in onda il 15 luglio 2012. Natoli ricorda che la sera del 1°luglio 1992 lo chiama un Borsellino molto agitato: "Come ha fatto Contrada a sapere della collaborazione e dell'interrogatorio di Mutolo?".

Il nome di Contrada 'rimbalza' nella storia dell'ultima trattativa Stato-mafia già in merito al fallito attentato dell'Addaura a Giovanni Falcone (leggi).

L'ACCUSA DI FALSA TESTIMONIANZA

Lo smemorato Nicola Mancino è imputato per falsa testimonianza nel processo sulla trattativa. Il 24 febbraio 2012, durante l'udienza del processo Mori, nega di essere venuto a conoscenza dei contatti fra il Ros e Ciancimino nella primavera-estate del 1992. Ma in un confronto è già stato smentito da un altro 'smemorato di lusso': Claudio Martelli.


CLAUDIO MARTELLI E LUCIANO VIOLANTE: LA 'SVEGLIA' SUONA CON 17 ANNI DI RITARDO

Martelli ricopre la carica di ministro della Giustizia tra il febbraio 1991 e l'aprile 1993, quando verrà sostituito da un altro futuro smemorato: Giovanni Conso, che nel 2010 ammetterà candidamente alla Commissione Parlamentare Antimafia che il ritiro del 41bis a centinaia di mafiosi "evitò altre stragi" (leggi).

Martelli non è imputato nel procedimento di Palermo, ma il suo atteggiamento lascia più che perplessi.  E' l'ottobre del 2009 quando, in un'intervista  ad Annozero, Martelli improvvisamente ricorda nitidamente che il 23 giugno 1992, Giuseppe De Donno incontra Liliana Ferraro, alla guida degli Affari Penali del dicastero di via Arenula e già collaboratrice di Falcone nel periodo in cui era lui a dirigere quell'ufficio. De Donno riferisce alla Ferraro che Ciancimino vuole 'collaborare' in cambio di garanzie. Secondo Martelli la Ferraro mette al corrente Paolo Borsellino delle manovre del Ros prima del 1°luglio. Martelli dunque tiene per sè per 17 anni la notizia che Paolo Borsellino era a conoscenza della trattativa prima dell'incontro con Nicola Mancino e Bruno Contrada.

Altro 'fenomeno' dalla memoria a orologeria è Luciano Violante, dirigente di primo piano del Pd (il 'saggio' scelto prima da Napolitano e poi da Letta): nell'estate 1992 assume il ruolo di presidente della Commissione Parlamentare Antimafia. Il 26 ottobre di quell'anno Vito Ciancimino scrive a Violante per essere ascoltato dalla Commissione: vuole parlare del delitto Lima di sette mesi prima, un omicidio che "fa parte di un disegno più vasto... che potrebbe spiegare molte altre cose" scrive l'ex sindaco di Palermo.

L'Ufficio di Presidenza si riunisce più volte fino al 19 dicembre 1992 quando l'ex sindaco di Palermo viene arrestato. In due mesi nessuna audizione per lui, anzi la Commissione si adopera in senso contrario, auspicando  "un intervento del Csm perché sia finalmente portato a compimento il procedimento di applicazione delle misure di prevenzione nei confronti di Vito Ciancimino...Il presidente Violante ribadisce la necessità di seguire con attenzione gli sviluppi del processo di appello su Ciancimino, ricordando che la questione è stata segnalata al Ministro di grazie a giustizia ed al Vice Presidente del Csm".

Dopo l'arresto, resosi necessario dopo una strana richiesta di rilascio del passaporto (leggi), Ciancimino si cuce la bocca.

Violante si sveglia nell'estate del 2009, quando corre in Sicilia per riferire ai pm Antonio Ingroia e a Roberto Scarpinato la richiesta dell'ex sindaco di Palermo e i tre incontri avuti in quel periodo con Mario Mori, in cui l'alto ufficiale del Ros si fa portavoce di un'altra richiesta di Ciancimino: incontrare Violante "riservatamente".  Ma il futuro 'saggio' si rifiuta, dicendo a Mori che potrà parlare con don Vito solo in Commissione durante una regolare audizione, che non viene mai convocata.

 

MEMORIA A OROLOGERIA, SOLLECITATA DA SPATUZZA E CIANCIMINO

Perchè gli 'uomini delle istituzioni' si risvegliano tutti nel 2009? Molto semplice: il tanto vituperato Massimo Ciancimino, figlio di don Vito, ha riferito ai magistrati delle coperture politiche richieste dal padre per intavolare la trattativa e ha fatto i nomi tra gli altri di Mancino e Violante.

Inoltre dall'estate del 2008 c'è un collaboratore di giustizia che ha iniziato a parlare con i magistrati: si chiama Gaspare Spatuzza, il killer dei fratelli Graviano, i boss di Brancaccio. Si autoaccusa della strage di via d'Amelio, svela un depistaggio di Stato sul 19 luglio 1992, sa tante cose perchè i Graviano sono tra gli attori protagonisti delle bombe del 1992 e del 1993 e della trattativa con i 'nuovi referenti' di Cosa Nostra.

Viene da chiedersi: se Ciancimino e Spatuzza avessero tenuto la bocca chiusa, Violante avrebbe mai preso un aereo destinazione Palermo per rilasciare le sue "dichiarazioni spontanee"? Martelli avrebbe rivelato quei fatti determinanti ad Annozero e avrebbe mai smentito la teoria sostenuta da Mancino sull'essere all'oscuro dei contatti Ros-Ciancimino? Di trattativa, papelli e affini si parla dalla fine degli anni Novanta, quando Brusca iniziò la collaborazione con la giustizia. Dov'era allora la memoria dei Violante e dei Martelli?


MEMORIA A CORRENTE ALTERNATA: GIUSEPPE AYALA

C'è chi invece la memoria non l'ha mai ritrovata: Giuseppe Ayala. Il pm del primo maxiprocesso, poi parlamentare Pri e Ds, sulla scomparsa dell'Agenda Rossa ha fornito 4 versioni in undici anni (dal 1998 al 2009), mentre sull'incontro del 1°luglio 1992 è riuscito nella non facile impresa di smentire se stesso (leggi TUTTE LE VERSIONI DI AYALA).

 

IL DEPISTAGGIO SU VIA D'AMELIO: SPATUZZA NE PARLA A GRASSO  NEL 1998

Nel club degli smemorati pare andrebbe iscritto anche l'attuale Presidente del Senato Piero Grasso (ex Procuratore Nazionale Antimafia e già Procuratore capo di Palermo). Dal Fatto Quotidiano del 14 giugno 2013: "Gaspare Spatuzza aveva svelato a Piero Grasso (all'epoca procuratore aggiunto presso la Direzione Nazionale Antimafia, ndr) già nel 1998 che la storia della strage di via D'Amelio, come raccontata dal falso pentito Vincenzo Scarantino, era una balla - scrive Marco Lillo - Non solo: in un colloquio investigativo rimasto finora segreto, Spatuzza aveva anche spiegato a Grasso perché Scarantino aveva mentito accusando se stesso e altri innocenti di reati mai compiuti. E aveva anche indicato il cognome del possibile responsabile di uno dei più grandi depistaggi della storia giudiziaria italiana: Toto La Barbera....Grasso e il suo capo di allora, il procuratore nazionale antimafia Pierluigi Vigna, nel colloquio non chiedono a Spatuzza chi sia quel Toto La Barbera". 

La Barbera è il cognome di Arnaldo (scomparso nel 2002), a capo del gruppo investigativo Falcone-Borsellino che sostenne la falsa pista Scarantino. Ma c'è anche Salvatore, all'epoca funzionario di Polizia, indagato a Caltanissetta per calunnia a seguito delle ammissioni dello stesso Scarantino. Nessuno però chiede a Spatuzza di essere più preciso.

Dovranno passare altri 10 anni per "ufficializzare" il depistaggio su via d'Amelio, con le rivelazioni di Spatuzza che sbugiarda Scarantino. Solo nel marzo 2013 si è aperto a Caltanissetta il nuovo processo che avrà il compito di riscrivere la verità sulla strage del 19 luglio 1992.

 

PROSSIMA PUNTATA: Mancino e il Quirinale, una verità distrutta, online il 10 luglio.

 

LEGGI LE PRECEDENTI:

Trattativa, la pista eversiva: l'indagine Sistemi Criminali

Marcello Dell'Utri, da Arcore alla nascita di Forza Italia (1a parte)

Marcello Dell'Utri, da Arcore alla nascita di Forza Italia (2a parte)

Marcello Dell'Utri, da Arcore alla nascita di Forza Italia (3a e ultima parte)

La mancata cattura di Bernardo Provenzano

Il Ros sotto accusa: Antonio Subranni e Mario Mori

Calogero Mannino, è lui l'ispiratore della trattativa? 

Le stragi del 1993, la seconda trattativa (1a parte)

Le stragi del 1993, la seconda trattativa (2a parte)

Il Papello, le richieste di Cosa Nostra allo Stato

Il contro-papello di Vito Ciancimino

L'arresto e la mancata perquisizione del covo di Riina

Borsellino, l'Agenda Rossa e il depistaggio su via d'Amelio (prima parte)

Il depistaggio (seconda parte)

I 57 giorni di Paolo Borsellino

Da Lima a via d'Amelio, inizia la prima trattativa

Prima della trattativa: Addaura, il fallito attentato a Giovanni Falcone

Quando tutto ebbe inizio: il maxiprocesso e i veleni sul pool antimafia

 

 

Pietro Grasso
(Foto: Reuters / )
Il Presidente del Senato
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +7
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci