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Di Giovanni Tortoriello | 08.07.2013 15:51 CEST

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Non c'è pace per Andrea Rossi e il suo E-Cat. La pubblicazione degli ormai celebri test di terze parti indipendenti sull'E-Cat ad alta temperatura sembrava rappresentare un punto di svolta nella vicenda che vede protagonisti l'ingegnere italiano e la sua creatura, che promette di rivoluzionare il mondo dell'energia.

E invece anche i nuovi test sono entrati al centro di forti polemiche, portate avanti da un articolo realizzato dai professori Goran Ericsson e Stephan Pomp, fisici nucleari dell'Università di Uppsala, che critica aspramente i test e ne mette apertamente in dubbio i risultati.

Le critiche di Ericsson e Pomp - Pubblicate su arxiv.org, la piattaforma della Cornell University su cui sono stati resi pubblici anche i test sull'E-Cat, nel loro report Ericsson e Pomp mettono in dubbio la reale indipendenza dei tester sottolineando che alcuni di loro avevano già partecipato a precedenti dimostrazioni organizzate dall'ingegner Rossi. Viene criticata anche la loro stessa qualifica ad effettuare questi test in quanto non avrebbero la preparazione adeguata per test a "scatola nera".

Ericsson e Pomp si chiedono come i tester possano essere certi che all'interno del reattore ci sia nickel e idrogeno se non lo hanno potuto aprire.

Inoltre lo stesso riferimento a "segreti industriali" in merito al "combustibile" del reattore fa calare un velo d'ombra eccessivo sul reale funzionamento del reattore stesso adombrando l'eventualità che possa essere stata utilizzata una seconda fonte di energia.

Questa accusa deriva dal fatto che Ericsson e Pomp non condividono la scelta di effettuare i test all'interno dei laboratori Leonardo Corporation messi a disposizione dall'ingegner Rossi. I due scienziati sottolineano inoltre che in entrambi i test i reattori sono stati messi in funzione da personale addetto dall'ingegner Rossi e non dai tester stessi.

Per quanto concerne le misurazioni, secondo Ericsson e Pomp, il test di dicembre deve essere invalidato in quanto non sono stati riportati dati sull'emissività. Per il test di marzo, i due critici sostengono di essere stati in grado, attraverso il COMSOL (uno strumento di simulazione utilizzato in fisica) di replicare gli stessi risultati senza il coinvolgimento di alcun calore anomalo. I due critici rilevano che non è stato fornito alcun dato sul reattore scarico ("dummy").

 

Test indipendente
Test indipendente

 

Le conclusioni del report di Ericsson e Pomp sono durissime: accusano i loro colleghi di aver fatto prevalere le loro speranze sul rigore scientifico e, in base a tutte le osservazioni riportate antecedentemente, esprimono la convinzione che nessun test realmente indipendente è stato effettuato sull'E-Cat. Ericcson e Pomp concludono dunque che né nel test pubblicato su Arxiv né altrove è stato mai dimostrata una "produzione anomala di energia".

La risposta del Professor Bo Höistad - Si tratta evidentemente di un report molto pesante nel quale, non solo viene messo in dubbio il funzionamento dell'E-Cat, ma addirittura l'attendibilità stessa degli scienziati che hanno effettuato i due test di dicembre 2012 e marzo 2013 tanto da accusarli esplicitamente di aver seguito un metodo tipico della "pseudo-scienza", ossia di essere saltati a conclusioni straordinarie senza aver cercato prima spiegazioni nella fisica tradizionale.

Abbiamo dunque deciso di contattare il professor Bo Höistad, fisico nucleare e docente presso l'Università di Uppsala nonché uno degli autori dei famosi test indipendenti, per permettergli di replicare e di spiegarci la propria posizione in merito alle critiche rivoltegli da Ericsson e Pomp.

IBTimes: Gentile Professor Höistad, Ericsson e Pomp mettono in dubbio l'indipendenza dei tester, specialmente i professor Levi e Petterson. Cosa risponde a questa accusa?

Bo Höistad: Per prima cosa mi lasci sottolineare che l'articolo di Ericsson e Pomp è scritto con una disposizione molto negativa nei confronti di Rossi e hanno cercato di trovare tutte le argomentazioni possibili per supportare la loro idea che Rossi ci stia imbrogliando. Di conseguenza sono molto critici in merito ai nostri risultati indicativamente positivi. Il loro articolo, invece di discutere direttamente i nostri risultati in modo scientifico, si concentra su numerose questioni circostanziali che non hanno alcuna rilevanza per l'esito principale ossia se i nostri risultati sono corretti entro gli errori stimati. Per di più ci attribuiscono diverse affermazioni che sono false. Inoltre ci sono molte deliberate omissioni, ingiustificate opinioni e false affermazioni. Infine il loro articolo è scritto in uno stile polemico teso a insultare e ridicolizzare piuttosto che portare chiarezza in una complessa controversia scientifica.

In merito alla questione dell'indipendenza, è un evidente controsenso che il risultato delle nostre misurazioni potrebbe essere rifiutato solo perché uno dei nostri autori (Levi) e Rossi si conoscono. Il nostro risultato dovrebbe essere giudicato su basi scientifiche e non in base a insignificanti relazioni personali.

IBTimes: Nel report di Ericsson e Pomp si dice anche che né lei né gli altri autori dello studio avete le competenze adeguate per svolgere un test "a scatola nera". È così?

Bo Höistad: Come ricercatori in fisica sperimentale, chimica e radiologia con una lunga esperienza in avanzate tecniche di alta precisione la nostra competenza è evidente. Dovrebbe essere rilevato che sia Ericsson che Pomp sono fisici nucleari, mentre il nostro gruppo include un campo scientifico molto più ampio.

IBTimes: Veniamo alle critiche "tecniche", il fatto che i test siano stati realizzati nei laboratori della Leonardo Corporation mette in dubbio in qualche modo i risultati pubblicati da lei e dal suo team?

Bo Höistad: Abbiamo usato i nostri strumenti sperimentali. Rossi ha solo fornito il suo reattore E-Cat con il suo box elettrico. Ci ha anche permesso di usare un suo laboratorio che noi abbiamo attentamente ispezionato prima del test. Rossi non è stato coinvolto nel test in nessun modo. Uno dei suoi tecnici ci ha aiutato ad azionare l'E-Cat, ma poi non ha preso parte in alcun modo alle misurazioni.

IBTimes: Le riporto alcune domande che le vengono rivolte nello studio. Come sapete che all'interno del reattore c'è nickel e idrogeno dato che non avete potuto aprirlo? Perché il reattore è stato messo in funzione da tecnici assegnati da Rossi?

Bo Höistad: Noi eravamo presenti quando Rossi ha svuotato il reattore del carburante, sebbene non lo abbiamo visto mentre lo faceva. Abbiamo anche realizzato un analisi del combustibile dopo il funzionamento del reattore. Ma parlando rigorosamente non possiamo essere sicuri al 100% che il combustibile che abbiamo analizzato sia lo stesso che era presente nel reattore. Tuttavia questo non ha alcuna importanza per il risultato principale della misurazione che ha prodotto un ampio eccesso di calore confrontato con la combustione chimica di QUALSIASI sostanza (veda l'articolo)

IBTimes: Cosa ci può dire in merito al "combustibile" e ai "segreti industriali" che lo circondano? È davvero possibile - come ventilato nello studio di Ericsson e Pomp - che sia stata utilizzata una seconda fonte di energia?

Bo Höistad: Se si riferisce a una qualche forma di energia nascosta per imbrogliarci, abbiamo fatto ogni tipo di sforzo per smascherare un accordo di questo tipo.

A questo punto della nostra indagine non ha senso fare ipotesi sulla natura del calore prodotto in eccesso dal carburante del reattore. In particolare ogni ipotesi sulla prevalenza di una reazione nucleare è comprensibile solo se una transizione nucleare può essere localizzata, e finora non è stato così.

Noti che lo abbiamo comunicato in "Indication of anomalous heat energy production in a reactor device containing hydrogen loaded nickel powder" (è il titolo dei test di terze parti, ndr), e i nostri risultati devono essere certamente controllati da ulteriori studi esaustivi. I nostri risultati attuali sono abbastanza interessanti per proseguire questi studi. È presumibile ci sia ancora una lunga strada da fare prima di poter confermare o rifiutare il funzionamento del reattore E-Cat (Ho fatto questa osservazione al giornale svedese Ny Tekink, Nuova Tecnica, e Ericsson e Pomp lo sanno).

IBTimes: Cosa risponde alle critiche sollevate sulle misurazioni sia per il test di dicembre che per quello di marzo?

Bo Höistad: Le loro congetture circa la differenza sul calore in eccesso prodotto tra il test di dicembre e quello di marzo non sono corrette. Basta vedere il nostro articolo.

IBTimes: Infine Ericsson e Pomp sostengono che nei test da lei eseguiti si riscontri un atteggiamento tipico della pseudo-scienza, ossia si passi velocemente a conclusioni straordinarie piuttosto che cercare di trovare spiegazioni nella fisica standard. È una critica molto pesante: cosa risponde?

Bo Höistad: È molto spiacevole che Ericsson e Pomp ricorrano a commenti cattivi e maliziosi. Accusare colleghi con una lunga e rispettabile serie di centinaia di articoli scientifici pubblicati sui più importanti giornali di fisica internazionali di essere assoldati alla pseudo-scienza è semplicemente un insulto grave e oltre qualsiasi ragionevole livello di un decoroso comportamento accademico. Francamente parlandone mi vergogno di aver colleghi all'Università di Uppsala che non si astengono da attacchi personali di un livello tanto basso.  

Qui l'abstract e il testo completo dello studio di Ericsson e Pomp

Qui l'abstract e il testo completo dei test di terze parti indipendenti sull'E-Cat

 

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Hot Cat incandescente
(Foto: Creative Commons / Giuseppe Levi)
Hot Cat incandescente
Hot Cat incandescente
Immagine termica reattore Hot Cat
Test indipendente
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