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Di Luca Lampugnani | 17.07.2013 16:12 CEST

Com'era prevedibile, dopo che Angelino Alfano ha riferito ieri al Parlamento la sua versione dei fatti riguardo il caso Kazakistan, la già scarsa compattezza del Pd si è sgretolata di fronte alla mozione di sfiducia presentata da Sel e MoVimento 5 Stelle.

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I primi a far sentire la voce all'interno del Partito Democratico sono Renzi e i suoi accoliti, probabilmente con l'obiettivo di intercettare in un domani di elezioni il voto di chi non ha mai digerito il governo a larghe intese. Proprio oggi infatti alcuni senatori vicini al Sindaco di Firenze hanno sottoscritto una nota dove si dicono pronti a chiedere "al Pd, nella riunione dei gruppi domani, di sostenere la richiesta di dimissioni del ministro Alfano". La riunione di cui parlano Stefano Lepri e altri 12 senatori della "parrocchia" di Renzi doveva già tenersi oggi, con la probabile partecipazione del "reggente" Epifani, per decidere su quale binario mettere il Pd riguardo la sfiducia al ministro dell'Interno Alfano, che verrà messa ai voti venerdì. Inoltre, sempre in casa Democrat, anche un altro "corridore" alla prossima segreteria entra a gamba tesa sul vice primo ministro e di conseguenza sul governo Letta. "Penso che potrebbe essere un atto di grande sensibilità istituzionale e politica e di grande responsabilità se, a fronte degli eventi di questi giorni, il ministro Alfano rimettesse le sue deleghe e il suo mandato nelle mani del Presidente del Consiglio" ha detto Gianni Cuperlo stamattina in una trasmissione televisiva andata in onda su Rai Tre, descrivendo l'intervento di Alfano come una "ricostruzione largamente insoddisfacente", ritenendo la vicenda Shalabayeva non "conclusa con le dichiarazioni, rese ieri in Parlamento, dal ministro dell'Interno". Infine voci interne al Pd raccontano che la posticipazione della riunione, quasi sicuramente a domani, servirà per "coordinarci meglio con la Camera" e "per vedere se di qui a domani matura qualcosa". Gli animi sono caldi dentro al Partito Democratico, con alcuni senatori e deputati che vorrebbero la testa di Alfano su di un piatto d'argento, tra cui Davide Zoggia, Andrea Marcucci e Paolo Gentiloni, che ha affidato a ad un tweet il suo pensiero sull'argomento:" Quindi non è vero che Alfano non sapeva. Dopo le interviste di Procaccini la sua posizione sempre meno sostenibile".  

Crescono perciò le probabilità di una spaccatura, l'ennesima, che dividerebbe il Pd ma non solo, considerando l'alto rischio di "caduta" dell'esecutivo Letta nel caso dovesse essere approvata la sfiducia al Senato con i voti Democratici. A far quadrato intorno ad Angelino Alfano arrivano i suoi compagni di partito, tra cui Sandro Bondi: "Fermiamoci prima che sia troppo tardi. Riportiamo il confronto politico sui fatti documentati e sulla base del rispetto verso persone come il vicepresidente del Consiglio Angelino Alfano la cui integrità morale e il cui senso di responsabilità sono noti a tutti. Se non ci fermiamo in tempo non solo rischiamo di mettere a rischio quel minimo di stabilità che abbiamo conquistato, ma saremo travolti da uno spirito di autodistruzione che non salverà nessuno". Decisamente più esplicito sulla "sicurezza" della fine del governo in caso di dimissioni dovute alla sfiducia di Alfano è Gian Carlo Galan: "Se Alfano va a casa, dieci minuti dopo va a casa anche il governo".

Sulla mozione di sfiducia presentata da Sel e 5 Stelle interviene anche la Lega, ancora alle prese con gli strascichi delle polemiche legate alle affermazioni razziste di Calderoli all'indirizzo del ministro Kyenge. I capigruppo a Camera e Senato del Carroccio hanno fatto sapere in una nota congiunta che non voteranno "la mozione di sfiducia ad Alfano, anche se l'intervento del ministro dell'Interno alle Camere contiene ancora punti da chiarire", spiegando che le responsabilità della mala gestione del caso Kazakistan siano da attribuire a tutto l'esecutivo.

 

alfano
(Foto: Reuters / Giampiero Sposito)
Il vicepremier e ministro dell"Interno Angelino Alfano al Senato, Roma, 30 aprile 2013
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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