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Di Redazione IBTimes Italia | 23.07.2013 12:30 CEST

Il premier cinese Li Keqiang in una foto d'archivio (Friends of Europe/Flickr [CC-BY])
Il premier cinese Li Keqiang in una foto d'archivio (Friends of Europe/Flickr [CC-BY])

Il premier cinese Li Keqiang ritiene che la crescita economica dell'impero di mezzo non debba in alcun modo scendere al di sotto del 7 per cento, lasciando intendere che, di conseguenza, il governo metterà in atto le necessarie contromisure per impedire un eccessivo rallentamento. Lo rende noto l'agenzia di stampa di Stato Xinhua News Agency.

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Il limite del 7 per cento è fondamentale, secondo i piani governativi, perché la Cina riesca raggiungere gli obiettivi che si è data per il 2020, anno nel quale il Paese dovrebbe avere raggiunto un livello di ricchezza sufficiente a contenere le inevitabili reazioni sociali che derivano da pressioni di livello economico. Il ministro delle Finanze Lou Jiwei aveva però affermato in precedenza che anche una crescita del 6,5 per cento sarebbe stata accettabile in futuro, pur ribadendo che il 7 per cento nel 2013 era comunque a portata di mano.

La Cina, dunque, non dovrebbe abbandonare i sostegni che le hanno permesso di ottenere negli anni una crescita anche oltre il 10 per cento annuo: il Paese, infatti, è soggetto ad una dinamica demografica che renderà fondamentale mantenere i livelli occupazionali al di sopra di me limiti minimi stabiliti dal governo stesso, che da decenni è il signore assoluto anche dell'economia, sia pure con gradi differenziati nel tempo, e non è possibile credere che il gigante asiatico possa sopportare un sistema politico differente nel breve periodo.

La crescita economica per il 2013, stando alle previsioni del governo, dovrebbe attestarsi fra il 7 e il 7,5 per cento. La notizia del rinnovo dei supporti statali all'economia ha spinto al rialzo la borsa di Shanghai, che ha chiuso con un rialzo di quasi due punti percentuali e ha portato in territorio positivo anche le Borse europee, guidate da Madrid e Milano con un rialzo di oltre un punto percentuale; rialzi più moderati per le altre Borse del vecchio continente a metà giornata, mentre l'euro è sostanzialmente stabile a 1,317 contro il dollaro.

Cina
Il premier cinese Li Keqiang in una foto d'archivio (Friends of Europe/Flickr [CC-BY])
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