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Di Redazione IBTimes Italia | 25.07.2013 14:38 CEST

Il Fondo monetario internazionale chiede all'Unione Europea, e in particolare alla Banca centrale europea, di fare di più per ripulire i bilanci delle banche e permettere che il circuito dei prestiti possa riprendere vita. Francoforte, in particolare, dovrebbe prendere in considerazione la possibilità di tagliare i tassi di interesse per favorire la crescita economica: attualmente l'Istituto guidato da Mario Draghi ha fissato il tasso d'interesse al minimo storico dello 0,5%, ma si tratta comunque di uno dei più elevati fra le economie avanzate.

Reuters
Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.

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La Banca centrale europea dovrebbe anche prendere in considerazione di porre in atto un nuovo round di Long Term Refinancing Operations (LTRO), ovvero un terzo round di prestiti a tasso agevolato per fornire nuova liquidità alle banche solventi. La BCE dovrebbe anche considerare di ammettere come garanzia per gli LTRO anche i prestiti delle piccole e medie imprese, accettando uno haircut inferiore.

L'organizzazione guidata da Christine Lagarde ritiene che le pressioni inflazionistiche siano attualmente molto deboli, mentre, al contrario, è forte il rischio che la zona euro finisca in stagnazione, sottolineando che gli sforzi fatti per puntellare i conti pubblici potrebbero essere responsabili di una taglio alle stime di crescita di ben l'1,25% nel 2013: la zona euro dovrebbe quindi terminare anche quest'anno in recessione, come nel 2012, con una decrescita dello 0,6%, mentre nel 2014 dovrebbe arrivare una crescita modesta dello 0,9%.

Da Washington arrivano anche altri consigli, in particolare per la Banca centrale europea, forse perchè si tratta dell'Istituzione che può muoversi più agilmente rispetto alle altre istituzioni europee, i cui regolamenti interni sono molto più farraginosi: il FMI chiede alla BCE di accettare misure come l'acquisto diretto di asset privati ben selezionati, ma sembra un boccone troppo ostico da far inghiottire ai falchi di Francoforte.

Maggiori speranze dovrebbe avere l'Unione bancaria, che, secondo il FMI, a regime dovrebbe essere in grado di identificare quali tra le 200 banche più grandi dell'Unione sono maggiormente in difficoltà, anche se non esplicite a causa di perdite nascoste, permettere la ricapitalizzazione degli istituti e fare quindi ripartire il mercato del credito alle imprese, in particolare le PMI

 

Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
(Foto: Reuters / Jacky Naegelen)
Il presidente del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde.
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