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Di Alessandro Proietti | 26.07.2013 07:36 CEST

Sotto il criptico nome di 'decreto 35', varato quando al governo sedeva ancora Mario Monti, si nascondeva la futura legge per lo sblocco dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Quaranta miliardi dovuti da versare in dodici mesi per dare ossigeno a quei fornitori che, troppo spesso, chiudevano i battenti in attesa delle liquidazioni. Un fiero Saccomanni annunciava, giorni addietro, che "rispetto agli impegni presi sull'erogazione nel 2013 dei 20 miliardi stanziati ad oggi, 22 luglio, la cifra messa a disposizione degli enti che devono erogare i crediti ammonta a €15 miliardi e 692 milioni".

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Il tutto era stato definito come un "atto significativo" in grado di "alterare in positivo le condizioni in cui il sistema economico si trova ad operare". Ecco allora che l'indiscrezione che parla di un nuovo sblocco dei fondi per settembre può far ben sperare. Sempre il ministro dell'Economia ha, infatti, commentato tale rumor intervenendo così in Senato: "A settembre vedremo se fare un'ulteriore accelerazione dei pagamenti aggiungendo un ulteriore importo che potrebbe essere stimato in circa 10 miliardi, portando il totale a 50 miliardi nell'arco di 12 mesi".

Piccoli passi in avanti, dunque, in una difficile situazione che acquisiva - ogni giorno di più - la sfumatura del grottesco. La macchina economica italiana è in sofferenza: le palesi difficoltà del circuito impresa-banca potrebbero essere, anche se in misura 'minima', alleviate dal pagamento da parte dello Stato di quanto dovuto.

Governo Letta
(Foto: Reuters / )
Il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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