• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Luca Lampugnani | 26.07.2013 11:11 CEST

Con un maxi blitz effettuato questa mattina dalla Polizia di Catanzaro a Lamezia Terme, un duro colpo è stato inferto all'ndrangheta nell'ambito dell'inchiesta "Perseo" portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Ad essere state tratte in arresto sono ben 65 persone, tra cui spiccano nomi di medici, avvocati, politici e anche membri della polizia penitenziaria, tutti coinvolti con l'associazione criminale Calabrese.

Seguici su Facebook

Tra gli arrestati e gli indagati, come detto, si trovano anche uomini della politica, come il vice coordinatore provinciale del Popolo della Libertà e vice presidente della società che gestisce l'aeroporto di Lamezia Terme Giampaolo Bevilacqua, in manette con l'accusa di associazione mafiosa. Oltre a quest'ultimo capo d'accusa, gli altri reati contestati sono il voto di scambio - il cui ddl presentato dal Pdl si è arenato al Senato dopo le pesanti critiche mosse da molti Pm - l'estorsione e l'omicidio, visti i numeri di morti che la guerra tra le cosche dell'ndrangheta a Lamezia ha registrato tra il 2005 e il 2011.

Altro esponente del Pdl questa volta solo sotto indagine è il senatore Pietro Aiello, accusato di voto di scambio. Per lui il Dda aveva chiesto l'arresto, non disposto però dal Gip, lasciandolo al momento libero ma comunque tra gli indagati. Stando a quanto dicono i magistrati Aiello avrebbe incontrato assieme all'avvocato Giovanni Scaramozzino due capi delle cosche calabresi, promettendo "utilità economiche in cambio di voti", specificando che "in particolare Pietro Aiello avrebbe promesso ai due esponenti delle cosche lametine, un intervento per le loro ditte per l'aggiudicazione di appalti per forniture e servizi all'interno delle strutture pubbliche". Gli esponenti dell'ndrangheta di cui parlano le carte dei magistrati sono Giuseppe Giampà e Saverio Cappello, diventati collaboratori di giustizia.

Più complicata invece la posizione del vice coordinatore Pdl Giampaolo Bevilacqua, di cui viene scritto nei documenti che "forniva un consapevole e volontario contributo di natura materiale e morale per conservare o rafforzare le capacità operative dell'associazione, contribuendo al programma criminoso della stessa. - aggiungendo che anche Bevilacqua - poneva in essere in più occasioni la promessa e il suo impegno politico di attivarsi, una volta eletto, a favore dei membri della cosca di 'ndrangheta dei Giampà e Notarianni per l'assegnazione di appalti o posti di lavoro in cambio del costante impegno elettorale".

Polizia
(Foto: reuters / )
Immagine di archivio
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci