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Di Luca Lampugnani | 26.07.2013 12:44 CEST

Mentre alla Camera continua la seduta fiume sul decreto legge "del Fare" la cui votazione potrebbe arrivare verso le 13:00, il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera al ddl "recante disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di Comuni".

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Il decreto legge, sostanzialmente, si pone come obiettivo quello di portare le provincie ad essere "enti locali di secondo livello", "svuotandole" di alcuni poteri in previsione dell'abolizione dalla Carta Costituzionale. In pratica le provincie nell'assetto che hanno fino a questo momento non esisteranno più, venendo "governate" da "organi delle province" non eletti che saranno "il presidente della provincia, il consiglio provinciale e l'assemblea dei sindaci".

"Il testo - come ha spiegato il primo ministro Enrico Letta - ha l'obiettivo di sistemare e gestire la transizione in attesa che il Parlamento approvi il ddl di abolizione delle province. Sapete che il percorso di riforma costituzionale è complesso e prende tempo, nel frattempo ci sono alcuni avvenimenti in corso che hanno bisogno di essere gestiti e per questo abbiamo approvato lo 'svuotapoteri´ delle province per non creare vuoti di poteri", non nascondendo che "è una materia delicata ma fa parte della necessità di essere coerenti con l'impostazione data con il discorso programmatico su cui è stata votata la fiducia delle Camere".

Riguardo il ddl approvato oggi dal Consiglio dei Ministri in via preliminare si è espresso anche il neo sindaco della capitale Ignazio Marino, che è stato ascoltato durante il Cdm:"Nella sostanza sono d'accordo sull'impianto della legge ma i termini di eventuale adesione a Roma Capitale di tutti comuni, data la complessità della provincia di Roma, devono essere meglio precisati", sostenendo che "così com'è scritta la legge in questo momento un comune può aderire solo se confinante con altri comuni che hanno già aderito. Ci sarebbero dei comuni, ad esempio Bracciano, che non potrebbero aderire se non l'hanno già fatto Anguillara e Fiumicino. Questo evidentemente è legato alla complessità geografica del nostro territorio che secondo me è un punto che va chiarito nella legge".

Per aderire alle città metropolitane, l'unione di comuni di cui parla Marino, è stata posta una data termine, fissata al 28 febbraio 2014. Anche su questo punto il sindaco di Roma si riserva qualche critica al testo, sostenendo che il termine ultimo sia reso dinamico, al fine di "permettere ai comuni più lontani e non confinanti di avere tempo a disposizione per l'adesione".

Dopo la prima approvazione al Cdm, il disegno di legge dovrà ora essere vagliato dalla Conferenza Unificata, tornando poi di nuovo al Consiglio dei Ministri per essere definitivamente approvato.

Il premier Enrico Letta
(Foto: Reuters / )
Il premier Enrico Letta
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