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Di Dario Caputo | 26.07.2013 17:59 CEST

Sono tre le Procure che chiedono la revoca del 41 bis (regime di carcere duro) per il boss di Cosa Nostra Bernardo Provenzano: Palermo, Caltanissetta e Firenze. Ora la palla passa nelle mani del ministro della Giustizia che dovrà decidere se accettare o meno questa richiesta. La procedura era stata avviata per le sue precarie condizioni di salute, aggravatesi ancora di più negli ultimi giorni.

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Il boss si trova nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma e secondo l'ultimo bollettino medico risulta ''vigile solo se stimolato. Il suo eloquio non è comprensibile, quando è presente''. L'ex capomafia è anche ''ipocinetico (Connesso a ridotta attività fisica: diminuzione del tono e del trofismo muscolare, osteoporosi, compromissione delle funzioni articolari da inattività) e ha presentato alterazioni dello stato di coscienza con parametri vitali ai limiti''.

Il 41 bis viene imposto per impedire ai boss della mafia di dare ordini e mantenere rapporti con i mafiosi in libertà; Provenzano non sarebbe più in grado, secondo le ultime perizie, di fare nessuna di queste cose. Per Rosalba Di Gregorio, legale del boss, "le Procure hanno deciso sulla base di un'istanza che io ho fatto a febbraio dopo avere visionato le perizie che stabilivano l'incapacità di Provenzano.  Quello dei pm è un parere adottato in base alla legge e tranne se si modifica il codice non credo si possano fare obiezioni". L'avvocato ricorda inoltre che "nel nostro Paese un doppio canale detentivo non è costituzionale. Il 41 bis va applicato ai soggetti socialmente pericolosi. Provenzano è in stato semi-vegetativo e non credo possa ritenersi tale". 

 

Bernardo Provenzano
(Foto: Reuters / )
Bernardo Provenzano il giorno della cattura, aprile 2006
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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