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Di Redazione IBTimes Italia | 26.07.2013 17:48 CEST

L'economia statunitense continua a migliorare, anche se per il momento la crescita economica continua ad essere "tiepida": dopo il +2,2% del 2012 il prodotto interno lordo statunitense dovrebbe aumentare dell'1,7% nel 2013 e del 2,7% nel 2014. Questa, almeno, è la previsione del Fondo monetario internazionale.

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Il Fondo con base a Washington pone però dei caveat, poiché il consolidamento fiscale messo in atto dal governo statunitense potrebbe essere troppo rapido e zavorrare così la ripresa economica. Il Fondo punta il dito in primo luogo sul cosiddetto sequester, ovvero i tagli automatici alla spesa pubblica entrati in vigore nei mesi scorsi in conseguenza del mancato accordo al Congresso su tagli maggiormente "chirurgici", e che invece sono stati inesorabilmente lineari, per metà a carico del Pentagono e per metà del Welfare. Come spesso accade a causa di tagli lineari, anche negli Stati Uniti l'uso dell'accetta invece del bisturi sta avendo un effetto deprimente sulla crescita economica. Ciò nonostante la crescita dovrebbe continuare ad accelerare i prossimi mesi, anche se restano alcuni incognite.

A parte eventi catastrofici, sia a livello finanziario che atmosferico, il più importante di queste è ovviamente la disoccupazione: secondo il Fondo monetario internazionale il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere stabile del 7 per cento nel corso dell'anno, poiché nonostante i miglioramenti dell'attività economica (e di conseguenza un aumento delle assunzioni) sempre più lavoratori attualmente scoraggiati e fuori dai radar delle statistiche riprenderanno a cercare lavoro, e per questo il tasso di disoccupazione dovrebbe rimanere ancora relativamente alto fino al 2014, quando dovrebbe gradualmente scendere.

Il Fondo monetario internazionale aggiunge anche che la politica della Federal Reserve di mantenere il tasso d'interesse molto vicino allo zero è ancora necessario per supportare la ripresa. Ciò significa che l'economia statunitense ancora dipende dai 85 miliardi di dollari che ogni mese Federal Reserve inietta nel sistema economico attraverso l'acquisto di asset finanziari collegati ai mutui e titoli del debito pubblico. La persistenza di un simile programma segnala che l'economia statunitense è tutt'altro che tornata alla normalità, anche se appare in una situazione decisamente più vantaggiosa rispetto a quella dell'Eurozona, dove molti paesi, tra cui l'Italia, stanno ancora affrontando numerose difficoltà, e che, per il secondo anno consecutivo, dovrebbe rimanere in recessione, con un calo atteso dello 0,7%.

Barack Obama
(Foto: Reuters / )
Il presidente degli USA, Barack Obama
Barack Obama
(Foto: Reuters / )
Il presidente degli USA, Barack Obama
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