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Di Dario Caputo | 26.07.2013 20:14 CEST

Peppino Impastato e la memoria storica. L'abitazione di famiglia a Cinisi è stata trasformata in un vero e proprio museo dedicato al suo ricordo. Il tutto è stato realizzato con l'ausilio del progetto ''Un ponte per la memoria'', sostenuto da "Fondazione con il Sud" e diretto da Claudio La Camera. Lui è responsabile dell'Osservatorio sulla Ndrangheta di Reggio Calabria e ha lavorato in perfetta sinergia con Giovanni Impastato, fratello di Peppino.

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I tantissimi visitatori che ogni anno raggiungono Cinisi potranno ora vedere materiale inedito e ripercorrere la vita del giovane ucciso dalla mafia. Presenti i suoi dischi in vinile e i libri che amava leggere, compreso l'ultimo che ha letto prima di essere brutalmente assassinato. Ricostruita anche la sua camera e tutti coloro che vorranno solcare la soglia della memoria e del ricordo avranno l'opportunità di vedere i documenti dell'attività di Peppino e della 'sua' Radio Aut o i numeri del giornale ''L'idea socialista'': presente anche la scrivania di Peppino con la sua macchina da scrivere.

All'inaugurazione erano presenti, tra gli altri, Giovanni Impastato, il senatore Giuseppe Lumia (ex presidente della Commissione antimafia), Ottavio Sferlazza (Procuratore Aggiunto, Reggio Calabria), Salvatore Palazzolo (sindaco di Cinisi), Salvatore Finazzo, (vice presidente del Consiglio comunale di Palermo), Umberto Santino (Centro siciliano di documentazione), Emanuela Giuliana, Claudio La Camera (Osservatorio sulla ndrangheta), Umberto Pagano (Libera) e Addio Pizzo.

 

 

impastato
(Foto: Wikimedia Commons / CentroImpastato.it)
Peppino Impastato
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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