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Di Redazione IBTimes Italia | 27.07.2013 10:42 CEST

A 48 ore dalla notizia dell'arrivo a Palermo di 15 chili di esplosivo destinati ad un attentato contro Di Matteo, nell'assordante silenzio delle istituzioni, si muove la società civile.

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Allo scopo di fare qualcosa prima che accada l'irreparabile, e non piangere lacrime ipocrite quando è ormai troppo tardi (come accadde per Paolo Borsellino), le Agende Rosse si muovono per far sentire a Di Matteo il sostegno di quella parte del Paese che continua a vigilare. 

"Per lunedì prossimo, nel pomeriggio, stiamo provando a far unire tutte le città d'Italia intorno a Di Matteo, facendo srotolare per qualche minuto dal monumento e/o palazzo più importante di ciascuna città uno striscione per Nino, con su scritto "(nome della città) è con Nino Di Matteo: uccideteci tutti". 

Entro lunedì alle ore 21.00 una foto dello striscione dovrà essere inviata a 19luglio1992@gmail.com".

Hanno fin qui aderito Roma, Milano, Torino, Napoli, Palermo, Fano, Vizzini, Bergamo, Belpasso, Bologna, Otranto, Varese, Udine, Firenze, Galatina, Casarano, Lamezia Terme, Messina, TARANTO, Andria, Cagliari e Oristano. 

Non si è registrata una sola parola concreta in sostegno del pubblico ministero da parte del governo, dei ministri competenti, del Capo dello Stato (che è anche presidente del Csm). Il fatto che Di Matteo ora sia arrivato al massimo livello di protezione, che la scorta debba essere affiancata dalle teste di cuoio, non smuove il silenzio. Un copione già visto 21 anni fa.


Antonino Di Matteo
(Foto: IBTimes / Claudio Forleo)
Il pm di Palermo alla manifestazione in via d'Amelio del 19 luglio 2013
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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