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Di Alessandro Proietti | 22.08.2013 07:26 CEST

Il 'tapering off' del piano americano di stimoli all'economia ($85 miliardi al mese) è il nuovo tormentone economico, inutile nasconderlo. In un periodo caratterizzato da scarsi dati macro e poche news in grado di pesare sui mercati, il tapering si è mostrato catalizzatore universale in grado di influenzare le borse mondiali e persino le valute. Quegli ottantacinque miliardi di dollari al mese dovranno essere ridotti, di questo ne sono tutti fermamente convinti. Agli outsider non resta, così, che scommettere sulla tempistica: ecco allora da dove deriva la grande importanza dei verbali del Federal Open Market Committee dell'ultima riunione datata 30-31 luglio.

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Il quadro che ne emerge mostra una profonda spaccatura tra i governatori: anche qui, per gli insider, la tempistica è il nodo gordiano della situazione. C'è un blocco (con sempre più membri), guidato dalla presidentessa della Fed del distretto di Kansas City Esther L. George, che insiste per premere sull'acceleratore: la riduzione deve iniziare "presto", già dal prossimo settembre, perché questo finto " approccio 'illimitato' " è preoccupante. Dall'altro lato della ideale barricata troviamo, invece, quei governatori che predicano pazienza e attendono segnali di crescita più convincenti dall'economia statunitense.

Un Fomc spezzato a metà solo per la decisione circa il 'quando iniziare' perché, invece, sembra possibile trovare - facilmente - il consenso unanime per la conclusione del tapering: tutti sembrano concordare per la fine del 2014.

Federal Reserve
(Foto: Reuters / Jonathan Ernst)
Repertorio: An eagle tops the U.S. Federal Reserve building's facade in Washington.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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