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Di Alessandro Proietti | 23.08.2013 07:46 CEST

5 700 miliardi di dollari di capitalizzazioni e circa il 28% di tutte le azioni scambiate negli ultimi 30 giorni: questi sono solo alcuni dei numeri dietro il nome Nasdaq.

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Tali volumi aiutano a capire meglio la portata del 'blocco' avvenuto ieri: un blackout del sistema, indotto da un problema tecnico, che è durato circa tre ore, dalle 18:22 alle 21:25 italiane. Scambi paralizzati, ordini dei quali non era più dato sapere il 'destino' e panico, ovviamente, generalizzato. Il problema tecnico è stato, vista la durata, uno dei più gravi degli ultimi anni. 

Il gruppo Nasdaq OMX ha prontamente comunicato che tutti gli ordini inviati ma rimasti in sospeso verranno comunque eseguiti, salvo esplicita richiesta contraria del cliente. Il caso, ovviamente, non è passato inosservato all'occhio vigile della Securities and exchange commission. La Sec, equivalente americana della nostra Consob, ha dichiarato di aver seguito con attenzione l'intera vicenda.

Il fallimento dei sistemi è un evento che, ultimamente, è risultato sempre più frequente: dal caos avvenuto durante l'Ipo di Facebook al recente marasma legato a Goldman Sachs (400mila contratti a rischio per l'esecuzione non corretta degli ordini), i casi di questo tipo sono aumentati in maniera esponenziale. I nuovi algoritmi di flash trading, scambi ad altissima velocità operati in 'automatico' dai computer, sembrano poter essere annoverati 'di diritto' tra i possibili colpevoli. Errori del sistema informatico, imprecisioni di programmazione e così via: questi i colpevoli dietro gli ultimi 'system failure' della finanza mondiale. Dalla già citata Ipo di Facebook ($500 milioni di perdite) al 'flash crash' del Dow Jones, dal blocco del Chicago Board Options Exchange al recente episodio con Goldman Sachs fino al caso Everbright: quando il sistema non funziona le perdite schizzano alle stelle e le conseguenze si fanno pesanti.

Il massiccio impiego di computer ed algoritmi ha velocizzato enormemente gli scambi (e gli affari) fatti in borsa ma ha esposto l'intero sistema a questo rischio 'blackout': Chip Hendon della Huntington Asset Management ha ribadito il concetto: "Questo è stato un errore, e nel mondo della finanza un errore può costare un milione di dollari (...) Va bene usare i computer, ma ci vuole sempre anche un tocco umano per controllare che non ci siano errori." 

Nasdaq
(Foto: Flickr / bfishadow)
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