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Di Luca Lampugnani | 23.08.2013 09:30 CEST

Che la stampa e le televisioni vicine all'ex Cavaliere siano sempre pronte a far quadrato attorno al loro beniamino, non è una novità. Così come non è particolarmente nuovo il metodo da 'macchina del fango' utilizzato molto spesso da quotidiani come il Giornale o Libero, mirato a screditare in ogni modo possibile agli occhi dell'opinione pubblica chiunque tenti di mettere i bastoni tra le ruote a Silvio Berlusconi.

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Un atteggiamento che negli anni è diventato una linea politica, tanto che 'accusare gli accusatori' sembra diventato uno sport nazionale per il Pdl e per qualunque entità ci graviti attorno: dai calzini celesti del giudice Raimondo Mesiano, 'colpevole' di aver condannato Fininvest a risarcire De Benedetti nel caso Mondadori, al martellante tormentone del 'perseguitato' e dei 'giudici comunisti', contro cui l'ex premier si lamentò qualche anno fa anche con un Barack Obama tra il divertito e l'imbarazzato. Più recentemente, andando alla sentenza in primo grado sul cosiddetto 'Rubygate', non possono certo sfuggire i numerosi attacchi mediatici al Pm Ilda Bocassini, culminati nella pietosa 'occupazione' dei gradini della procura milanese da parte degli esponenti Pdl.

Inutile dirlo, l'ultimo guaio giudiziario di Berlusconi - condannato in via definitiva a 4 anni di carcere - ha scatenato una serie di reazioni dentro e fuori la politica che per settimane hanno riempito le pagine dei giornali. Il riferimento esplicito è al giudice della sezione estiva della Corte di Cassazione Antonio Esposito, l'uomo che ha letto la sentenza di condanna ed è finito nel ciclone per un'intervista rilasciata al Mattino dove, nonostante smentite e rettifiche, il giudice partenopeo anticipava le motivazioni della sentenza. Così, dopo l'iniziale scoramento per l'esito del processo Mediaset, i fedeli all'ex Cav. hanno 'visto la luce', cogliendo al volo l'occasione per scagliarsi contro Esposito e per rispolverare i tromboni della persecuzione.

Sono così spuntate intere prime pagine e articoli, soprattutto su Libero, il Giornale e Panorama, dove venivano addotte le più stravaganti critiche verso il giudice, come ad esempio l'intervista all'attore Franco Nero che gli aveva sentito esternare, durante una cena, tutto l'odio che provava per Berlusconi.

Intervenendo con una nota firmata da Rodolfo Sibelli, Valerio Savio e Maurizio Carbone - rispettivamente presidente, vice e segretario generale dell'Associazione Nazionale Magistrati - l'Anm critica duramente l'atteggiamento della stampa vicina a Berlusconi, sottolineando la gravità degli attacchi e il loro obiettivo di screditare, politicamente e agli occhi dell'opinione pubblica, una sentenza in via definitiva.

 "L'Anm ancora una volta denuncia pubblicamente - si legge nel comunicato - il susseguirsi di articoli di stampa e di servizi televisivi contenenti gravi offese a singoli magistrati e inaccettabili attacchi all'intero ordine giudiziario, giunti fino alla redazione di elenchi di magistrati, che evocano liste di proscrizione", riferimento ad un 'articolo' di Panorama e ripreso dal Giornale dove sono pubblicati i nomi di una ventina di pm definiti "rossi e anti Cav.". Una strategia giornalistica, secondo la nota dell'Anm, "che ricorre anche alla diffusione di notizie grottesche e ripropone argomenti vecchi e già ripetutamente smentiti" mostrando "la sua natura di operazione strumentale fondata sull'uso sistematico di argomenti falsi e gravemente diffamatori, volti a screditare la magistratura e l'operato di singoli magistrati, con una gravità e un'intensità tali da assumere le caratteristiche di un vero e proprio linciaggio mediatico. Ciò avviene - specificano i firmatari - in collegamento con la conclusione del processo Mediaset, con l'evidente finalità di sminuire gli effetti di una sentenza definitiva e nel pervicace tentativo di neutralizzare le conseguenze della stessa, con grave compromissione dei principi fondamentali sui quali si basa lo stato di diritto".

 

Mediaset Cassazione
(Foto: Reuters / )
I giudici del processo Mediaset in Cassazione
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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