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Di Giovanni De Mizio | 23.08.2013 16:59 CEST

Dopo diverse settimane dalla sanguinosa conference call in cui Microsoft ha illustrato la sua pessima trimestrale, gli analisti hanno ottenuto ciò che volevano, ovvero la testa dell'amministratore delegato Steve Ballmer, evidentemente colpevole degli innumerevoli, enormi errori commessi con il tablet Surface.

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La transizione sarà gestita da una commissione composta dai membri del board John Thompson, Chuck Noski e Steve Luzco, oltre che, naturalmente, dal fondatore di Microsoft Bill Gates, attualmente presidente non esecutivo. Ballmer ufficialmente andrà in pensione, anche se 57 anni non sembrano essere poi così tanti: non è difficile credere che l'esuberante CEO sia stato silurato per motivi che è possibile ricollegare alla sua gestione, caratterizzata da luci (come Xbox e la suite Office), da ombre (come le ultime versioni Windows, specie Vista e Windows 8) e da assurde tragedie (Zune e Surface). Il mercato ha accolto con entusiasmo l'addio di Ballmer: il titolo (NASDAQ:MSFT) vola al Nasdaq sfiorando il +7% dopo la prima ora di contrattazioni.

Ballmer era stato assunto come trentesimo dipendente di Bill Gates nel 1980 e si è distinto per le sue capacità commerciali, fino a diventare amministratore delegato nel 2000, succedendo allo stesso Bill Gates alla guida del colosso di Washington, anche se quest'ultimo ha lasciato incarichi operativi solo nel 2006. Rispetto al suo predecessore, la performance di mercato di Microsoft sotto Ballmer ha declinato man mano che a quest'ultimo venivano assegnati nuovi incarichi operativi, nonostante il fatturato si sia più che triplicato.

A pesare è stata soprattutto l'incapacità di Microsoft di inseguire nuovi concorrenti, venuti alla ribalta con nuovi prodotti, a cominciare da Apple, che ha surclassato Microsoft prima con iPod, poi con iPhone e iPad, sbaragliando i prodotti made in Redmond come Zune, Surface e i Lumia prodotti con Nokia ed equipaggiati con Windows Phone. Nulla ha potuto Ballmer neppure nei confronti di Google, del suo Android, di Firefox e degli altri vendor di gadget tecnologici "non tradizionali". Di fatto il core business di Microsoft (a parte Xbox) è rimasto quel sistema operativo che viene venduto in regime di quasi monopolio e dominante da decenni: troppo poco per un colosso come Microsoft, che per sopravvivere ha bisogno di competere in nuove aree di business, poiché anche nei settori più forti il rischio di crollare è sempre in agguato.

Ballmer ha avuto la sua occasione, ma non sembra essere in grado di traghettare Microsoft lontano da Bill Gates: non gli resta che godersi i suoi 15 miliardi di dollari di patrimonio e lasciare il timone della barca a mani diverse.

Microsoft
(Foto: Reuters / )
Steve Ballmer, CEO di Microsoft
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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