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Di Dario Caputo | 23.08.2013 20:52 CEST

Nuova rivelazione del Guardian sul caso del Datagate che ha letteralmente fatto esplodere il sistema di sicurezza degli Stati Uniti. Secondo il quotidiano britannico, la National Security Agency ha versato nelle casse di grandi compagnie tecnologiche come Google, Facebook e Yahoo ingenti somme di denaro ( si parla di milioni di dollari) per coprire il programma Prism.

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Le aziende in questione hanno dovuto affrontare ingenti spese legali e amministrative per produrre maggiori certificazioni dopo che, nell'ottobre 2011, la giustizia americana aveva sentenziato che l'Nsa non riusciva a separare i dati del traffico nazionale da quelli internazionali, violando quindi il quarto emendamento. I soldi dei contribuenti americani sarebbero stati dunque usati per coprire la partecipazione delle compagnie tecnologiche al programma Prism.

Tutte le aziende in questione hanno prontamente negato qualsiasi coinvolgimento, ma tutto ciò sarebbe venuto nuovamente fuori da alcuni documenti in possesso dell'uomo che ha fatto scoppiare l'intero caso: Edward Snowden. Yahoo ha rilasciato alcune dichiarazioni tramite un portavoce, sottolineando che "la legge federale richiede che il governo degli Stati Uniti rimborsi i fornitori per i costi sostenuti per rispondere alla procedura legale obbligatoria imposta dal governo. Abbiamo chiesto il rimborso coerente con questa legge".

Facebook ha risposto dicendo di non aver "mai ricevuto alcun risarcimento in relazione al rispondere a una richiesta di dati del governo". Google invece ha deciso di non rispondere a nessuna delle domande specifiche poste sulla questione. Di contro ha fornito solo una dichiarazione generale, negando di aver aderito al programma Prism o a qualsiasi altro programma di sorveglianza: "Attendiamo la risposta del governo degli Stati Uniti sulla nostra petizione per pubblicare i dati di richiesta di sicurezza più nazionali. Questo dimostrerà la nostra conformità con le leggi di sicurezza nazionale". Google inoltre punta il dito e accusa "le rivendicazioni selvagge ancora in corso sulla stampa".

 

Nsa
(Foto: Reuters / )
Quartier generale dell'Nsa visto dall'alto
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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