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Di Luca Lampugnani | 25.08.2013 13:22 CEST

Gli Stati Uniti, sfruttando l'operato segreto della National Security Agency (NSA), 'spiavano' e monitoravano le comunicazioni interne delle Nazioni Unite. Dall'estate scorsa, stando a quanto riporta il settimanale tedesco De Spiegel dopo aver studiato alcuni dei documenti portati alla luce dalla 'talpa' Edward Snowden, gli Usa sono riusciti infatti a decifrare la crittografia che l'Onu metteva alle comunicazioni video.

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Nonostante la notizia che la NSA tenesse sotto un eccessivo controllo molti diplomatici delle Nazioni Unite, in particolar modo quelli del vecchio continente, fosse già nota, le rivelazioni di De Spiegel mettono la lente d'ingrandimento sul sistema utilizzato dagli americani per portare a termine il loro spionaggio. Spionaggio che, sempre nell'estate del 2012, avrebbe avuto una netta impennata nel giro di sole tre settimane passando da una decina di intercettazioni a 458, contribuendo a scoprire, stando a quanto riportano i documenti di Snowden, un'attività simile a quella americana ma portata avanti da spie della Repubblica Popolare Cinese.

Secondo il settimanale tedesco ad avere un ruolo di massima importanza nella rete di spionaggio messa a punto dall'NSA erano le ambasciate, sia quelle americane all'estero, sia quelle di rappresentanze straniere sul suolo degli Stati Uniti. Sempre stando ai documenti che hanno portato allo scandalo del 'datagate', la National Security Agency disponeva appunto di una 'mappatura' completa dei sistemi informatici utilizzati dalle varie ambasciate straniere, con particolare attenzione a quelle europee, che si trovano a Washington o a New York, riuscendo perciò ad introdursi nel traffico dati e a monitorare e raccogliere moltissime comunicazioni. Inoltre,  pedine fondamentali sulla scacchiera dello spionaggio internazionale degli Stati Uniti, come già detto, sarebbero state le ambasciate e le diplomazie americane all'estero: con un programma denominato "special collection service", ovvero servizio di raccolta speciale, l'NSA avrebbe esteso le sue conoscenze in materia di intercettazione anche ad almeno 80 rappresentanze degli Usa all'estero. Stando ai documenti citati da De Spiegel, ogni ambasciata era 'responsabile' del monitoraggio del territorio in cui si trovava, spionaggio che doveva rimanere ovviamente assolutamente segreto in quanto una fuoriuscita di notizie, si legge sui documenti di Snowden, "potrebbe compromettere e causare gravi danni alle nostre (degli Usa, ndr) relazioni con il Paese ospitante".      

 

Attivisti ucraini "pro" Snowden davanti all'ambasciata americana di Kiev
(Foto: Reuters / )
Attivisti ucraini "pro" Snowden davanti all'ambasciata americana di Kiev
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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