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Di Alessandro Martorana | 25.08.2013 17:29 CEST

Archeologi greci hanno ritrovato Ad Anfipoli (Macedonia Centrale, nella parte settentrionale del paese) una tomba che si ritiene possa appartenere ad Alessandro Magno. Com'è giusto che sia, dal ministero della Cultura mettono le mani avanti e predicano prudenza, ma la scoperta potrebbe rappresentare un ritrovamento di importanza sensazionale.

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Aikaterini Peristeri, responsabile delle operazioni di scavo, ritiene che il sepolcro possa contenere "una o più persone importanti", suggerendo la possibilità che la tomba ospiti Alessandro, la moglie Rossane ed il suo giovane successore.

Il ministero della Cultura invita alla prudenza, precisando come il ritrovamento sia certamente "notevole", ma che sarebbe "presuntuoso" affermare che si tratti effettivamente della tomba del grande conquistatore fino a che gli scavi non saranno stati completati: "Ogni interpretazione, e soprattutto ogni identificazione con figure storiche è [al momento] troppo rischiosa", precisano da Atene.

Il cumulo ritrovato risale alla fine del IV secolo a.C., ed ha forma piramidale: le sue dimensioni (498 metri di lunghezza, 3 metri di altezza) sono dieci volte più grandi di quelle della tomba di Filippo II di Macedonia, padre di Alessandro. Questo aspetto, unito alle mura in marmo, ha portato a ritenere che si tratti di un sepolcro reale. Gli archeologi ritengono inoltre che in cima al cumulo potesse trovarsi un leone di Anfipoli, simbolo dell'antica Macedonia, ma che questo sia poi andato perduto.

Alessandro III di Macedonia, meglio conosciuto come Alessandro Magno, allievo di Aristotele, riuscì a conquistare Egitto, Persia e vaste regioni  dell'Asia, creando uno dei più grandi imperi della storia. Morì nel 323 a.C a Babilonia (antica Mesopotamia, oggi Iraq) un mese prima di compiere 33 anni: le circostanze della sua morte non sono mai state del tutto chiarite, ed una delle possibilità è che sia stato avvelenato.

"La recente scoperta effettuata da Aikaterini Peristeri e dalla sua équipe - spiega ad IBTimes Italia Oriana Silia Cannistraci, perfezionanda in Archeologia classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa - suscita grande curiosità ed è sicuramente di grande interesse. La monumentalità della sepoltura induce a pensare ad una, o meglio, a più personalità di rilievo. Tuttavia, condivido la prudenza e la riservatezza espresse in merito all'attribuzione del tumulo al Megas Alexandros".

"L'identificazione del luogo di sepoltura del condottiero macedone - precisa la Cannistraci - costituisce uno dei nodi più problematici e più discussi dell'archeologia greca di età ellenistica, e non solo. Soltanto nel corso dell'ultimo decennio sono state avanzate diverse ipotesi, più o meno fantasiose, che hanno focalizzato l'attenzione in particolare su Alessandria d'Egitto e Verghina e, adesso, anche Anfipoli. Solo la prosecuzione delle ricerche da parte degli archeologi greci consentirà di esprimere valutazioni più sicure e attendibili". 

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Alessandro Magno
(Foto: Wikimedia Commons / Ruthven)
Alessandro durante la battaglia di Isso (Museo Archeologico Nazionale di Napoli)
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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