Italia, l'economista Roubini lancia l'allarme: arriva la nuova Crisi. La caduta del governo sarà fatale

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Di Alessandro Proietti | 26.08.2013 10:56 CEST

Nouriel Roubini non ha più dubbi: la (eventuale?) cirisi politica italiana peserà fortemente sulla ripresa del Paese. Intervistato da La Repubblica, il noto economista, professore alla New York University e presidente della società di analisi finanziarie RGE Monitor, non ha nascosto la crescente preoccupazione per l'Italia.

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"Il buon momento per Piazza Affari si interromperà, i titoli bancari saranno penalizzati e i costi del credito torneranno a salire" afferma Roubini. Un cataclisma economico che verrebbe a colpire l'Italia proprio nel momento in cui si tornava a credere (oltre che a parlare) ad una prossima ripresa economica. Il tutto, ovviamente, verrebbe innescato dal 'Caso Berlusconi' e dalla conseguente crisi di governo.

"Si sta rompendo a causa di Berlusconi il patto non ufficiale, una sorta di gentlemen agreement che doveva evitare qualsiasi sconvolgimento politico prima delle elezioni tedesche. Viviamo in una fase di 'volatilità controllata': ma se la situazione si avvita, come ormai sembra tutt'altro che impossibile, le conseguenze potrebbero essere molto pesanti per l'Italia". Il governo, a conti fatti, è sulla buona strada con un Premier Letta che è "apprezzato a livello internazionale": "sta facendo molte cose buone" - spiega l'economista - "a partire dall'accelerazione per i pagamenti dei crediti della pubblica amministrazione" ed la rimodulazione in corso dell'Imu.

Al governo Letta viene riconosciuta, a livello europeo, la scelta di "una linea corretta e i mercati stavano apprezzando". Il polverone alzato da Berlusconi, invece, minaccia di compromettere seriamente il tanto sudato equilibrio raggiunto. I mercati danno, i mercati tolgono: una volta compromesso il rapporto di fiducia con le piazze finanziarie, qualsiasi operazione per la ripresa dell'Italia sarà decisamente più complicata. "Una posizione inaccettabile" quella di Berlusconi volta "a pretendere l'immunità personale a costo di sfasciare tutto".

"In ogni caso - continua Roubini - se non si trova una soluzione lo spread risalirà entro pochissimi giorni a quota 300, il buon momento del mercato azionario italiano si interromperà, i titoli bancari saranno particolarmente penalizzati ed i costi del credito torneranno ancora una volta a salire. Quanto più le elezioni sono prossime, tanto maggiore è il danno per i Btp".

Il futuro del Bel Paese è seriamente minacciato da questo assurdo quadro politico. La crescita, parola tanto abusata sino ad ora ma che cominciava ad assumere un aspetto plausibile per il prossimo anno, ne risentirà sicuramente: "Finora eravamo più ottimisti della media: per il secondo trimestre il mercato diceva -0,4%, noi -0,1%. Alla fine la perdita del Pil è stata dello 0,2. Per l'intero 2013 noi prevedevamo un -1,7%, il Fondo Monetario ha detto - 1,8 e la Banca d'Italia è arrivata quasi al 2%. Temo che dovremo rivedere anche le nostre previsioni al ribasso, e neanche di poco, se la situazione precipita".

Nouriel Roubini
(Foto: Reuters - Steve Marcus / )
Nouriel Roubini of New York University's Stern School of Business speaks during the Skybridge Alternatives (SALT) Conference in Las Vegas, Nevada May, 9, 2012.
This article is copyrighted by International Business Times.
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