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Di Claudio Forleo | 26.08.2013 13:41 CEST

I fan delle larghe intese se lo stavano chiedendo: perchè Luciano Violante, emblema vivente dell'inciucio dal suo famigerato discorso alla Camera del 2002 ("L'onorevole Berlusconi sa per certo che gli è stata data la garanzia piena, non adesso ma nel 1994, che non sarebbero state toccate le televisioni....Ci avete accusato di regime nonostante non avessimo fatto il conflitto d'interessi e dichiarato eleggibile Berlusconi. Durante i governi di centrosinista il fatturato di Mediaset è aumentato di 25 volte"), non ha ancora speso una parola per l'ex premier?

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Detto fatto. Il 'saggio' che Giorgio Napolitano ha chiamato a scrivere una riforma della giustizia che prevede che sia la politica a giudicare i magistrati, dà la sua benedizione al disperato tentativo del Pdl: ricorrere alla Consulta sulla presunta incostituzionalità della legge Severino, che 'espelle' Berlusconi dal Parlamento, in virtù di una condanna definitiva superiore a due anni (legge, è sempre bene ricordarlo, votata anche dal Pdl appena 9 mesi fa). 

"Noi siamo legalitari e la legalità comprende il diritto di difesa che va pienamente garantito, in questo come in qualsiasi altro caso - spiega al Corriere della Sera - Berlusconi deve spiegare alla Giunta perché a suo avviso la legge Severino non si applica. E i membri della Giunta hanno il dovere di ascoltare e valutare la sua difesa. Se la Giunta ritenesse che ci fossero i presupposti, potrebbe sollevare l'eccezione davanti alla Corte (Costituzionale, ndr)".

Un messaggio, per nulla velato, ai 7 membri del Pd in Giunta, ago della bilancia quando ci sarà da votare. 

Non una parola, da ex magistrato, sul perchè la legge in questione sarebbe incostituzionale (l'ha votata anche il 'suo' Pd). Ma Violante non si ferma qui e benedice anche il ricorso alla Corte Europea. "La Corte di Lussemburgo potrebbe essere interpellata perché dica se in base alla normativa europea, applicabile anche in Italia, la legge Severino dà luogo a pena, non retroattiva, o a un semplice effetto sulla condanna". 

Subito applausi dall'ex ministro Gelmini: "Rappresenta una prima autorevole apertura al dibattito sulla decisione della Giunta".  

Nei giorni in cui il Pdl appare in difficoltà, mostrando qualche tentennamento e divisione sul sostegno al governo Letta anche senza salvacondotto per il Capo, uno dei prinicipali esponenti del Pd offre l'assist a Berlusconi. Mentre, non considerato da Violante, il segretario Pd Epifani ripeteva: "Voteremo la decadenza".

Parallelamente, mentre i vari Gasparri e Cicchitto tornano a chiedere la grazia o la commutazione della pena, in casa Pd si rilancia anche l'amnistia: "L'amnistia va fatta. Non a favore o contro Berlusconi, ma per salvare la democrazia italiana. L'Europa ci ha imposto di risolvere entro maggio l'illegalità dei 30mila detenuti che superano la capienza delle carceri" dichiara Sandro Gozi alla Stampa.

Luciano Violante
(Foto: Wikimedia Commons / )
Luciano Violante
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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