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Di Redazione IBTimes Italia | 26.08.2013 14:40 CEST

La decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore (e il destino del governo), che al momento del voto in Giunta e al Senato potrebbe definitivamente spaccare il Pd, negli ultimi giorni sta provocando ripercussioni anche in casa Pdl, tutt'altro che un blocco monolitico in questa circostanza.

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La divisione tra falchi e colombe non si esaurisce nei botta e risposta a distanza tra la pitonessa Santanchè e i 'gerarchi' del partito, da Cicchitto a Schifani, descritti in questa situazione come più vicini alla visione di Napolitano (con le larghe intese sempre e comunque) che ai propositi di rovesciare il tavolo del Cavaliere pregiudicato.

Dovrebbe essere ormai chiaro che il filo su cui 'balla' Letta è la cosiddetta agibilità politica di Berlusconi, vale a dire infischiarsene di una condanna definitiva per un reato gravissimo come la frode fiscale e consentirgli di rimanere in Parlamento nonostante una legge (Severino) votata dal suo stesso partito neanche un anno fa (un pò come l'Imu, prima approvata e poi rinnegata). Proprio l'imposta sugli immobili potrebbe essere la 'scusa' su cui far cadere l'esecutivo.

Se il Pd non dovesse cedere nuovamente ai ricatti del Pdl, tutt'altro che scontato, l'ex Cavaliere potrebbe ordinare di staccare la spina al governo Letta. Ma in casa centrodestra si palesa un timore comune al centrosinistra: i 'franchi traditori'. Se il Pd teme il possibile voto segreto al Senato, se e quando Palazzo Madama sarà chiamata a votare la decadenza di Berlusconi, nel Pdl ci sarebbero almeno 20 senatori pronti a sostenere comunque il governo Letta (o un bis), anche qualora il Capo decidesse che è ora di ritirare la fiducia. Sarebbe la 'carta coperta' di Letta, citata da alcune testate. 

I 'traditori' di Berlusconi sarebbero sufficienti a mantenere una maggioranza (seppur estremamente esigua) al Senato. Un bluff? Non sembrerebbe, in base alle dichiarazioni di alcuni fra i diretti interessati, tirati in ballo in queste ore. "Dobbiamo costruire una grande aggregazione dei moderati. Non venderemo il nostro futuro a Santanché e compagni" le parole di Giuseppe Castiglione ad Angelino Alfano, secondo l'Huffington Post.  "Un governo di larghe intese è l'unica soluzione possibile per l'Italia, non possiamo abbandonarla dopo pochi mesi. Almeno la metà dei senatori, soprattutto del Sud, sono contrari alla crisi" sostiene il collega Salvo Torrisi.

"E' ovvio che Berlusconi rimane il leader assoluto del partito, ed è normale che il partito si muova per tutelarlo - dichiara Francesco Scoma al fattoquotidiano.it - ma qui non si può mettere sul piatto della bilancia il nostro senso di responsabilità nei confronti del Paese: la situazione è grave e noi non possiamo parlare di guerra civile". 

I retroscenisti descrivono un certo fermento in seno al Pdl, anche se i 'mammasantissima' come Schifani si affrettano a smentire. Fra una settimana il rientro ufficiale dalla pausa estiva e il nuovo 'gong' sulla guerra relativa alla decadenza. Prima però il pacchetto Imu (Letta ha promesso di svelare l'arcano entro fine mese), in attesa di scoprire le carte e vedere se quello del premier è solo un bluff. 

Berlusconi
(Foto: Reuters / Thierry Roge)
Silvio Berlusconi
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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