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Di Dario Caputo | 26.08.2013 16:13 CEST

Divisioni nel Pdl Watch Video

Il momento politico che si è venuto a creare dopo la condanna definitiva in Cassazione per Silvio Berlusconi, con le sue normali ed evidenti ricadute sulla tenuta del governo delle larghe intese, è un banco di prova un po' per tutti. Anche nel Popolo della Libertà la volontà o meno di tener in piedi l'esecutivo ha creato qualche scombussolamento generale. C'è chi vuole mantenere in vita l'attuale maggioranza o chi vuole crearne un'altra con i cosiddetti 'fuoriusciti' dal Partito del Cavaliere.

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Secondo alcuni retroscena non sarebbero pochi quelli che potrebbero tradire il leader del Pdl spingendo per un Enrico Letta bis, nel caso in cui Berlusconi decidesse di staccare la spina al governo. L'interesse per il bene del Paese o l'interesse personale della poltrona? Due motivazioni che potrebbero non entrare in conflitto nella testa di qualche onorevole. I toni all'interno del Pdl sono un po' discordanti e fanno fuoriuscire una certa mancanza di compattezza. Ed è proprio su questo punto che interviene con fermezza il Cavaliere.

Annusati i problemi lancia un comunicato che distoglie dal problema e sposta la colpa di questa mancanza di unione sulle ricostruzioni della stampa e dei giornalisti. Berlusconi ricorda che "in questa situazione di difficoltà per il nostro Paese e di confronto tra le forze politiche, il dibattito all'interno del Popolo della Libertà, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso alimentato, forzato e strumentalizzato dagli organi di stampa".

Nella sua nota per serrare i ranghi e richiamare qualcuno all'ordine, rivendica "la passione e l'impegno generoso dei nostri dirigenti e dei nostri militanti". Per il Cavaliere tutti questi aspetti "vengono riportati e descritti a tinte forti, quasi fossero sintomi di divisione e di contrasto". Per il leader non c'è nessuna divisione interna, il partito è unito e la coesione è forte e solida.

Nel concludere il suo comunicato Berlusconi lancia un forte richiamo, non tanto velato a chi ha fatto abuso di interviste e comunicazioni pubbliche, sottolineando l'invito "a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione continua che alimenta le polemiche e nuoce a quella coesione interna, attorno ai nostri ideali e ai nostri valori, che è sempre stata ed è il tratto distintivo del nostro movimento". Il succo della nota del leader del Pdl è che la colpa non è di esponenti del suo partito che magari hanno calcato un po' troppo la mano in alcune dichiarazioni, ma è della stampa che le ha articolate a suo piacimento così da far nascere nell'opinione pubblica l'idea di un partito 'leggermente' diviso. Sarà veramente questa la verità?  

 

Silvio Berlusconi.
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
L'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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