Asgardia, la prima "nazione nello spazio", sta per creare il suo territorio in orbita

Rappresentazione artistica di Asgardia, la prima nazione spaziale
Rappresentazione artistica di Asgardia, la prima nazione spaziale Asgardia.space

Quando lo scorso autunno erano stati diffusi i dettagli del progetto Asgardia, la prima nazione spaziale della storia, in molti mostrarono perplessità di fronte a quella che pareva più un'utopia che qualcosa di reale. Apparentemente, l'idea sta invece andando avanti: il nanoscienziato russo Igor Ashurbeyli, al momento l'unico "membro del governo", ha annunciato i piani per il lancio nel corso di quest'anno di Asgardia-1, un piccolo satellite che dovrebbe rappresentare il primo (e forse unico) pezzo di territorio asgardiano nello spazio.

"Asgardia-1 segnerà l'inizio di una nuova era spaziale, portando i nostri cittadini nello spazio, inizialmente in forma virtuale", spiega Ashurbeyli. "Sarà la nostra pietra fondante, dalla quale proveremo a creare una rete di satelliti che aiuterà a proteggere il nostro pianeta contro asteroidi, eruzioni solari, detriti spaziali prodotti dall'uomo ed altri rischi spaziali".

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Quando il promotore dell'iniziativa dice che i "cittadini" viaggeranno sul satellite "in forma virtuale", si riferisce al fatto che la navicella trasporterà un hard disk contenente la costituzione e la bandiera di Asgardia, insieme ai dati delle 180.000 persone sparse in tutto il mondo che hanno deciso di offrire il proprio supporto.

Come raccontato ai tempi del primo annuncio, Asgardia è di certo la nazione, spaziale o meno, con le politiche più permissive in termini di acquisizione della cittadinanza: è sufficiente la compilazione di un modulo per fornire il proprio consenso ad entrare in quella che, tecnicamente parlando, al momento è una dittatura di un solo uomo. Ad ogni modo, il progetto ha ricevuto l'appoggio di numerosi esperti del settore spaziale.

La cosa non è sorprendente: al di là dell'utopia (almeno per i prossimi decenni) di una nazione interamente basata nello spazio, territorio e popolazione, Asgardia è un progetto che offre spunti di discussione dal punto di vista legale, da quello tecnologico e persino sul piano filosofico. Il primo, ovviamente, è quello sulle possibilità di riconoscimento ufficiale della nazione spaziale.

La risposta in questo caso è piuttosto semplice: le possibilità sono zero. Esistono sulla Terra nazioni con un popolo, un territorio ed una storia che hanno dovuto faticare non poco per vedersi riconoscere il proprio status: un hard disk carico di dati, un satellite ed un "lider maximo" che decide tutto non sono certo sufficienti.

Ciò non vuol dire che l'iniziativa sia legalmente irrilevante, anzi: potrebbe infatti portare ad una revisione di un trattato internazionale vecchio di decenni. Stiamo parlando del Trattato sullo spazio extra-atmosferico (Outer-Space Treaty), che dal 1967 fornisce una serie di indicazioni riguardanti le attività spaziali. A mettere in crisi quel testo potrebbe essere proprio quell'hard disk da 512 GB contenente nomi, messaggi e foto di famiglia degli asgardiani.

Sulla Terra, un server contenente materiale illegale può essere sequestrato dalle forze dell'ordine, ma la cosa sarebbe molto più complicata se i dati in questione fossero immagazzinati in una navicella che viaggia a centinaia o migliaia di km sulla superficie del pianeta. Apparentemente, si tratterebbe della soluzione ideale per chi desidera avere la totale sicurezza dele informazioni che decide di salvare.

In realtà, la questione è molto più complessa di così: Asgardia-1, secondo quanto annunciato, dovrebbe partire dagli Stati Uniti quest'anno, sfruttando un "passaggio" nell'ambito di una missione di rifornimento della Stazione spaziale internazionale.

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In base al Trattato sullo spazio extra-atmosferico, le attività spaziali condotte da "organizzazioni non governative" devono essere autorizzate e ricevere "continua supervisione" da parte delle varie nazioni. Questo significa che gli Stati Uniti avrebbero una responsabilità su ciò che potrebbe accadere con il satellite, e gli USA potrebbero a loro volta rivalersi su Asgardia. Ma il problema è: chi o cosa è Asgardia, al momento?

"Non ci sono precedenti qui", ha spiegato Joanne Wheeler, specialista nella legislazione relativa a satelliti ed attività spaziali dello studio londinese Bird & Bird, a New Scientist. "Il Trattato sullo spazio extra-atmosferico fornisce dei principi generali che sono stati negoziati alla fine degli anni '60 per provare a fermare le armi nucleari nello spazio. L'idea di data centre in orbita semplicemente non era un argomento di discussione".

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