Attentati di Bruxelles, a rischio tutto il mondo dello sport. Europei a porte chiuse e misure rinforzate [VIDEO]

I controlli allo Stade De France prima della gara con la Germania
I controlli allo Stade De France prima della gara con la Germania Reuters/Fuentes

Dopo Parigi, ora Bruxelles. Le capitali europee dell’integrazione sono colpite duramente dagli attentati di matrice islamica, rivendicati da Daesh nel pomeriggio di ieri. Proprio la Francia e il Belgio, simbolo del multiculturalismo, vengono colpite al cuore da una delle comunità che hanno accolto al loro interno. Da subito con le notizie dei morti e dei feriti che scorrevano su tutti i media, è stata annullata l’amichevole tra il Belgio e il Portogallo, per il rischio di un nuovo attentato, sarà disputata in Portogallo, all’Estadio Magalhes Pessoa di Leira, sempre nella serata di martedì 29 marzo. 

Con gli attentati e il terrore che ne segue, sta cambiando anche il mondo dello sport. I controlli sono sempre maggiori per accedere ai grandi eventi, il calcio in testa, poiché il più seguito a livello europeo. Il personale steward è sempre più specializzato nella perquisizione (Path Down), le forze dell’ordine sono aumentate di numero e utilizzano metal detector e unità cinofile antiesplosivo. La paura dilaga e di conseguenza i maggiori organi sportivi rispondo, ieri Abete vice presidente Uefa, ha dichiarato la possibilità di Europei a porte chiuse, stadi vuoti, gare solo in tv (leggi l'articolo).

Da ieri e per mesi, ogni evento sportivo che richiamerà pubblico, sarà a rischio. Non solo gli Europei, ma tutte le amichevole internazionali, le gare di Champions League ed Europa League, i concerti musicali. Piccola doverosa parentesi sulle bufale e i falsi allarmismi. Crescerà il numero di finti video, come quello mandato ieri dalla tv nazionale svedese (guarda il video qui sotto), che in realtà non riguardava le esplosioni di Bruxelles, ma quelle a Mosca nel 2011. Come la bufala della bambina di 4 anni perquisita allo stadio Olimpico, dopo la paura di Parigi (leggi l’articolo). Ogni occasione sarà buona per creare panico, come il falso ordigno dichiarato durante un match della Lazio.

Fino a dove si potrà spingere la sicurezza per evitare questi attentati? Come si può fermare un utente della metropolitana che entra e si fa esplodere? Servizi segreti e prevenzione a parte, non si può realmente impedire che avvenga una esplosione. Si può aumentare l’allerta, ma non può essere giusto smettere di vivere normalmente. Non si può smettere si seguire le proprie passioni sportive o i grandi eventi, non si può cedere alla paura. Controllare accuratamente si può, si deve, ma il rischio ci sarà sempre. Un pazzo, un dinamitardo, un estremista religioso ci potrà sempre essere, ma la nostra vita deve andare avanti.