Auto ecologiche: gli incentivi '2013 sono una chimera. Solito pastrocchio italiano

  | 07.01.2013 17:58 CET
Studio USA
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Le forze politiche in Italia cambiano ma nonostante questo tutto sembra rimanere uguale. Il dibattito questa volta si sposta sugli incentivi '2013 che sono veramente marginali, qualche decina di milioni di euro a disposizione quasi esclusivamente delle imprese, che dovevano essere erogati, fino a esaurimento dei fondi, per gli acquisti di auto elettriche, ibride, a metano e a Gpl con emissioni di anidride carbonica fino a 120 g/km effettuati a partire dall'1 gennaio 2013. Che fine hanno fatto quindi questi incentivi? Semplice, non sono disponibili. La solita triste storia tutta italiana.

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Il Decreto sviluppo (legge 7 agosto 2012 n. 134 di conversione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante "Misure urgenti per la crescita del Paese"), cioè la legge che aveva introdotto gli incentivi per il triennio 2013-2015, rinviava l'applicazione della norma (cioè le "modalità per la preventiva autorizzazione all'erogazione e le condizioni per la fruizione dei contributi") a un successivo decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell'Economia e delle finanze da adottare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge stessa, cioè entro l'11 ottobre.

Ebbene non è stato mai firmato.Il ministro dello sviluppo economico Corrado Passera il decreto non l'ha firmato: il termine dei 60 giorni non era "perentorio", ossia non era vincolante, quindi dei giorni di ritardo potevano anche starsi. Alla fine sono passati più di due mesi e qualcuno ha dovuto adottare delle azioni correttive. Invece dell'emanazione di un decreto ministeriale attuativo, il Governo Monti ha emendato la legge di stabilità in maniera da modificare la legge Sviluppo nel punto in cui stabiliva l'arco di tempo lungo il quale sarebbero stati disponibili gli incentivi.Tutto rimandato quindi. Il risultato di questo "passaggio" è il seguente: il punto in cui si afferma che "Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati tra il 1º gennaio 2013 e il 31 dicembre 2015" è magicamente diventato "Il contributo spetta per i veicoli acquistati e immatricolati a partire dal trentesimo giorno successivo all'entrata in vigore del decreto "attuativo " e il 31 dicembre 2015". Quindi  tutto è stato rimandato a una data non ben precisata.Il Governo ha provveduto anche ad operare una bella sforbiciata. Il fondo di 50 milioni di euro per il 2013 è stato ridotto a 40 e quello di 45 milioni per ciascuno degli anni 2014 e 2015 è sceso a 35. Di cui solo un parte, poco più di 4,5 milioni per ciascun anno, destinati ai privati. Insomma ancora una volta è stata persa un'occasione per acquisire credibilità almeno in un mercato così colpito come quello dell'automobile.

[Via: Quattroruote]

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