Banche e politica, botta e risposta Monti-Bersani

di 31.01.2013 17:38 CET
Mario Monti in una foto d'archivio
Mario Monti in una foto d'archivio Reuters

Sullo sfondo c'è sempre lo scandalo Mps che ha ormai invaso la scena anche della campagna elettorale. L'ultima dichiarazione in merito è quella del Premier uscente Monti, da sempre accusato di essere benevolo con le banche. "Sono stato accusato di presiedere un governo di banchieri ma ho vietato le presenze incrociate nei consigli di amministrazione di banche e compagnie assicurative concorrenti. E' stato un passo concreto per arginare la commistione tra politica e finanza, che ho già definito una brutta bestia".

È con queste parole che il Professore ritorna sul caso ricalcando anche gli impegni presi dal suo governi proprio su questi temi. Lancia anche un monito all'intera politica: "Teniamo i partiti lontani dalle banche". Poi Monti ritorna sui provvedimenti adottati dal Governo tecnico da lui presieduto e ricorda che "il decreto Salva Italia ha vietato le presenze incrociate nei consigli di amministrazione di banche e compagnie di assicurazioni concorrenti. Sono anche questi intrecci di persone a generare i conflitti di interesse, le distorsioni al mercato e i danni al sistema finanziario".  

"La nostra misura - ricorda ancora Monti - è stata una scelta coraggiosa e apprezzata all'estero, che migliora la concorrenza del mercato, a vantaggio dei cittadini. Un provvedimento che non può certamente essere etichettato come un favore ai 'salotti buoni' della finanza, anzi è un primo passo concreto e importante per arginare la commistione tra politica e finanza, che ho già definito una brutta bestia".

Non tarda ad arrivare la secca replica del segretario del Pd Pierluigi Bersani con una frecciatina alla collaborazione tra il Professore e Passera. "Monti ha detto via i partiti dalle banche? Sono d'accordo dieci volte. Io aggiungo via i banchieri dai partiti. Così siamo a posto"

 

 

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