Banche, foraggiano le Istituzioni ma ignorano imprese e famiglie

di 14.01.2013 7:52 CET
Stress test, bocciate banche sostenute da governi
Stress test, bocciate banche sostenute da governi Reuters

Ampio credito alla pubblica amministrazione e meno prestiti a imprese e famiglie.  Rispetto a due anni fa, il 2012 verrà ricordato come l'anno in cui gli istituti bancari hanno chiuso il rubinetto facendo registrare 50miliardi di euro in meno concessi in credito a famiglie e imprese. La denuncia viene da Unimpresa, che ha fatto notare come su oltre 200 miliardi presi dalla Bce a tassi particolarmente bassi, buona parte è stata ipiegata per acquistare titoli di Stato italiani.

"Mentre riducevano i crediti alla cosiddetta economia reale, -tuona Unimpresa- gli istituti hanno continuato a sostenere la pubblica amministrazione (cioè Stato, Regioni, Province e Comuni): in una situazione generale di rubinetti chiusi 'allo sportello', solo i prestiti alla Pa sono aumentati".

Questi i dati diffusi dal centro studi: I finanziamenti alla pubblica amministrazione sono aumentati di 3,1 miliardi, passando da 1.982,5 a 1.985,6 (+0,16%); quelli alle imprese sono crollati di 40,8 miliardi (-4,47%); mentre quelli alle famiglie sono diminuiti di 7,3 miliardi, scendendo da 618,5 a 611,1. In particolare, sul versante famiglie, va registrata una stretta su tutti i tipi di finanziamento: credito al consumo (-3,8 miliardi, -6,06%), mutui (-1,1 miliardi, -0,33%), altri prestiti (-2,2 miliardi, -1,21%). Complessivamente, i prestiti alle imprese e alle famiglie sono scesi in picchiata di 48,2 miliardi, passando da 1.533,3 a 1.485,1 miliardi (-3,15%).

"E' evidente che proprio in banca si è inceppato l'ingranaggio principale per sostenere la ripresa dell'economia: da una parte -commenta il presidente di Unimpresa, Longobardi- non viene sostenuta la piccola liquidità dell'impresa, che corre il rischio così di non poter onorare i pagamenti coi fornitori e, soprattutto, di non pagare gli stipendi ai lavoratori; dall'altra non viene concesso denaro alle famiglie e così si bloccano i consumi". 

 

 

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