Basket, Serie A. Trento-Venezia 78-56, Gara 4: l'Aquila non muore mai

di 17.06.2017 9:16 CEST
Venezia-Trento Gara 2
Le squadre di Venezia e Trento al momento dell'Inno nazionale IB Times

Giù il cappello per questa Trento. Sotto 1-2 nel barrage scudetto, i contatissimi uomini di Buscaglia trovano le energie necessarie per spazzare via Venezia e riportare la serie in parità. Il 78-56 finale è fin troppo eloquente: troppo brutta per essere vera, la Reyer di ieri, ma i meriti dei bianconeri dall'altra parte del parquet sono stati tanti. Dal rientro di Sutton a una fase difensiva impeccabile, ecco perché l'Aquila può presentarsi al prossimo match con il sorriso stampato sulle labbra.

Talismano Dominique.

C'è poco da dire, l'importanza di Sutton per questa squadra è vitale. Anche quando l'americano classe '86 non è al top: stasera, reduce da uno stiramento, appena 3 punti in 10 minuti di gioco. Ma il contributo psicologico a beneficio dei compagni è stato ancora una volta decisivo.

In questa stagione, Trento ha disputato 25 partite con Sutton in campo, vincendone 20. Senza il suo numero 2, la squadra di Buscaglia ha invece collezionato 10 sconfitte su 17 incontri. Un dato eloquente, confermato anche nei confronti con Venezia: i due ko nella serie lo vedevano ai box. Il peso specifico del giocatore è enorme. Forse esagerato.

Muraglia trentina.

Se associamo la parola difesa ai colori bianconeri, lì per lì lo sport che viene in mente è il calcio e la squadra la Juventus. Nella palla a spicchi però Trento non è da meno e ieri sera si è ricordata di essere la miglior retroguardia della regular season.

Dopo aver concesso oltre 75 punti a partita nelle prime tre gare della serie, l'Aquila ha lasciato la Reyer a un irrisorio 56. Peraltro dominando nel pitturato come mai si era visto: sui 39 rimbalzi in area trentina, la difesa ne ha strappati ben 35. Venezia è stata letteralmente ingabbiata e costretta a sparacchiare dall'arco, scavandosi la fossa mentre Trento alzava il muro.

Squadra vera.

Non lo scopriamo certo oggi, ma vale sempre la pena di ripeterlo. Per arrivare fino a lassù in condizioni proibitive per chiunque altro, la sinergia che compatta i ragazzi di Buscaglia dev'essere alle stelle. In un match da dentro o fuori (finendo sotto 1-3 sarebbe stata durissima), Trento ha gettato il cuore oltre l'ostacolo dando una grande lezione di mentalità ai lagunari.

Ora l'inerzia psicologica della serie torna bruscamente da Forray e compagni, anche se molto dipenderà da Gara 5. Venezia imparerà dai propri errori o sarà invece l'Aquila a non smettere di volare?