Basket, Serie A. Venezia-Trento 65-63, Gara 5: pazza Reyer, che rimonta

di 19.06.2017 8:05 CEST
Venezia-Trento Gara 2
Le squadre di Venezia e Trento al momento dell'Inno nazionale IB Times

Trento conduce fino agli ultimi sette secondi del match, poi la tripla di Michael Bramos regala sorpasso e vittoria a Venezia. Il basket è questo: incerto, emozionante fino alla fine e deciso dai dettagli. Questa Gara 5 è stata tutta una questione di sliding doors, che la Reyer è stata, punteggio alla mano, più brava a sfruttare. Vediamo come la truppa di coach De Raffaele è riuscita a cancellare l'imbarazzante prestazione di venerdì, prendendosi così il primo match point della serie scudetto ora sul 3-2.

I secondi tempi pesano più dei primi.

È una costante in questa finale: Venezia non è mai riuscita a chiudere le prime due frazioni di gioco in vantaggio, subendo l'atletismo e l'energia di Trento nei primi minuti di partita. Al rientro dagli spogliatoi, la situazione però si capovolge. Solo in una Gara 4 da dimenticare il parziale del secondo tempo è stato sfavorevole alla Reyer: in tutte le altre gli orogranata hanno prevalso, complice la maggior profondità delle rotazioni.

Anche ieri, Haynes e compagni hanno colpito quando più contava. Il 21-11 dell'ultimo periodo parla chiaro: i ragazzi di Buscaglia non possono pensare di costruire i loro successi in avvio di gara. Perché se è vero che Trento non muore mai, Venezia non è da meno.

Vince chi difende.

Non è solo un modo di dire: la miglior difesa è l'attacco. Tutti i round della finale scudetto sono stati portati a casa da chi ha presidiato meglio il pitturato, tra energia a rimbalzo e aggressività sui tiratori.

In Gara 5, la Reyer è tornata in partita non appena Ress ha fatto il suo ingresso in campo. Il veterano ha fatto la differenza in fase di copertura, indicando qual'era la strada da intraprendere. E i suoi compagni hanno seguito l'esempio, concedendo all'Aquila appena quattro canestri su azione nell'ultimo quarto. Possiamo scommeterci, anche martedì a Trento la spunterà chi alzerà il muro più solido.

Follia da vendere.

Ci vuole anche questo. Non sempre paga, ma le scelte di tiro spesso senza ritmo e senza senso dei giocatori lagunari hanno permesso loro di portarsi sul 3-2. Le bombe di McGee e Haynes in avvio di quarto periodo, poi il pessimo uno contro uno dello stesso Haynes a un minuto dalla fine, quindi i tre punti di Bramos che hanno regalato la vittoria al fotofinish alla Reyer: genio e sregolatezza sono i due lati della stessa medaglia.

In casa Aquila invece vige una filosofia antitetica, con la gestione dei momenti decisivi affidata all'intelligente regia di Aaron Craft: un giocatore completo e fondamentale per questa squadra ma forse un po' troppo prudente in tali frangenti. Punti di vista, scuole di pensiero. Ieri sera ha avuto ragione la follia cestistica di Venezia.