Bere un energy drink equivale a lavare i denti nell’acido

di 16.07.2012 12:15 CEST
Energy Drink sotto accusa
Pericolosi per la salute. Reuters

Che contenessero tanta caffeina da alterare il ritmo cardiaco è cosa nota. La presenza, anche se lieve, di una percentuale d'alcol può inoltre causare disidratazione e dunque problemi renali.

Ma che gli energy drink contenessero anche una percentuale di acido tale da sbiancare - o forse sarebbe più corretto dire corrodere - lo smalto dentale è un dato preoccupante.  Precisa l'accusa degli scienziati della Southern Illinois University: "Bere un energy drink è come lavarsi i denti nell'acido".

L'esperimento è stato effettuato immergendo campioni di smalto dentale umano nella bevanda per 15 minuti e poi nella saliva artificiale per due ore. Bene, secondo i ricercatori della Southern Illinois University, una media di 4 lattine al giorno di questo genere di bevande potrebbe causare ai denti danni irreversibili.  

"Questo tipo di esperimento - ha spiegato il dottor Poonam Jain, fra i firmatari della ricerca - ha simulato la stessa esposizione a cui una larga fetta di adulti e giovani americani sta regolarmente sottoponendo i propri denti quando beve queste bibite, credendo che così facendo migliorerà le prestazioni sportive e il livello di energia. In realtà, queste persone sarebbero a dir poco scioccate se sapessero che stanno facendo un bagno di acido ai loro denti".

Tuttavia, considerando che 4 lattine al giorno sono un consumo decisamente eccessivo e distante dalla media, la replica non tarda ad arrivare: "Innanzitutto - commenta Dabiankov Lorini, direttore di Assobibe (l'associazione che riunisce i produttori di bevande analcoliche) -non è stato condotto su esseri umani, ma su campioni di smalto da denti molari estratti, che hanno lasciato immersi nel liquido per lunghi periodi di tempo, e poi - prosegue - è stata usata saliva artificiale, non paragonabile a quella umana: quest'ultima, infatti, neutralizza l'acidità e agisce per remineralizzare i denti, mentre la sua assenza nell'esperimento ha creato una situazione in cui la formazione di carie è molto più probabile. Per tutti questi motivi, oltre che per il fatto che la simulazione può essere paragonabile al consumo di quattro bibite al giorno, che non è però classificabile come normale consumo, i risultati di questo lavoro non possono essere applicati alla vita reale".

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