Berlino chiama, l'Unione Europea obbedisce, Fiat Chrysler tace: l'UE apre una procedura contro l’Italia sulle emissioni

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FCA REUTERS/REBECCA COOK/FILES

La Commissione Europea ha avviato un'azione legale contro l'Italia per non aver risposto alle accuse mosse verso Fiat Chrysler rea di aver truffato i test sulle emissioni. Un procedimento che potrebbe portare l'Italia a discutere la spinosa faccenda in tribunale.

"La Commissione ha deciso di inviare una lettera di messa in mora chiedendo all'Italia di rispondere alle preoccupazioni relative alle carenze sulla procedura di controllo delle emissioni impiegata da Fiat Chrysler Automobiles", ha detto la Commissione Mercoledì in una dichiarazione.

Berlino chiama, l'Unione Europea risponde, FCA tace

La chiamata dell'Unione Europea all'Italia e ad FCA non ci stupisce per nulla. Anzi, c'era da aspettarselo. Non vogliamo paventare ipotesi di complotto ma da quando la Germania ha iniziato a fare la voce grossa contro FCA accusandola di utilizzare un dispositivo illegale per aggirare i test sulle emissioni una formale interrogazione da parte dell'UE era praticamente scontata.

La Redazione di IBTimes aveva seguito tutta la vicenda e quello che è uscito fuori è l'errato accostamento di FCA al Dieselgate che, come abbiamo più volte spiegato, è tutt'altra cosa. L'accusa del governo tedesco risale a fine aprile dello scorso anno quando il governo tedesco, al fine di fare chiarezza sul fronte delle emissioni di NOx, impose un richiamo che coinvolse 630 mila vetture, tra cui anche alcune vetture del Gruppo italo-americano, QUI IL DOCUMENTO con i risultati dell'indagine.

L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat L'impianto di scarico di una Volkswagen Passat  REUTERS/Mal Langsdon

A seguito a quest'azione di controllo effettuata dalla Germania è venuto che FCA utilizzerebbe un dispositivo in grado di aggirare i controlli in fase di test tra i modelli incriminati: Fiat 500X, Fiat Doblò e Jeep Renegad con motore diesel da 2.0 litri.

Stando a quanto riportato dalla rivista WirtschaftsWoche i test tedeschi hanno trovato un "catalizzatore speciale per gli ossido di azoto che viene spento dopo un paio di cicli di pulizia". I veicoli interessati sono i piccoli SUV Fiat 500X e Jeep Renegade ed il Fiat Doblò.

Lo step successivo fu l'invio da parte della Germania di una lettera alla Commissione Europea e al Ministero dei Trasporti italiano esortando le due autorità a fare chiarezza sul caso. FCA lo scorso marzo rispose alla missiva dichiarando di non utilizzare nessun dispositivo illegale e Delrio ribadì che le vetture FCA ottemperavano alle norme. 

La Commissione Europea cercò di mediare sull'attrito Italia-Germania ribadendo che è competenza delle autorità italiane porre rimedio: "Prima di tutto è un dialogo tra i due Stati membri interessati con l'obbligo di tenere informata la Commissione che, eventualmente, interverrà al fine di trovare una soluzione", la dichiarazione rilasciata dalla Commissione lo scorso settembre.

Jeep Renegade Limited Jeep Renegade Limited  IBTimes

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FCA non ha convinto l'UE

Considerando i recenti accadimenti FCA non è riuscita a convincere l'UE che, conseguentemente, ha deciso di avviare una procedura di infrazione. La questione è sempre la stessa: l'utilizzo del thermal window. Si tratta di una pratica adottata da molti automaker che sfruttano la thermal window dove, se la temperatura esterna è troppo bassa, è consentita la disattivazione dei sistemi anti-inquinamento per evitare di danneggiare l'auto. Si tratta di una pratica che, seppur al limite della legalità, è comunque consentita. 

Fiat 500X Fiat 500X  IBTimes IT | Emiliano Ragoni

Possiamo fare tante considerazioni e sicuramente Fiat Chrysler ha sbagliato a non fornire tutte le evidenze chieste dalla Germania e, poi, dall'Unione Europea. La vicenda però mette in evidenza il forte peso politico dell'industria automotive tedesca che è riuscita ad esercitare più di qualche pressione all'Unione Europea. FCA, evidentemente, qualche scheletro nell'armadio lo ha ma è oltremodo errato accostare il caso Fiat Chrysler con il Dieselgate, seppur solo per le auto coinvolte. Il KBA, il Ministero dei trasporti tedesco, aveva convocato anche Opel che, al contrario dell'azienda italo-americana, si era regolarmente presentata all'incontro. 

Finora è comunque emerso che soltanto Volkswagen ha utilizzato un dispositivo esterno per manipolare i risultati. Quindi, anche in merito all'indagine aperta dall'EPA e poi "chiusa" da Trump, Fiat Chrysler non appare propriamente esente da colpe, ma quella delle Germania rimane sempre un'ingerenza.