Berlusconi: “Al Quirinale serve un garante comune”

di 25.01.2013 8:06 CET
Silvio Berlusconi.
L'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Reuters

I sondaggi parlano chiaro. Il Popolo della Libertà ha poche chance di vincere queste elezioni e il suo leader, così amante dei numeri, lo sa benissimo. L'unico modo per tentare di contare ancora qualcosa dopo le urne è quello di lavorare almeno per un pareggio al Senato così da condizionare in modo forte la prossima legislatura. I colloqui a Palazzo Grazioli si susseguono e il team del Cavaliere lavora a pieno regime. Da alcune fonti arriva la notizia che Berlusconi avrebbe confidato ai suoi di essere pronto ad un patto con il Partito Democratico.

Quest'apertura l'aveva dimostrata anche in alcune sue interviste pubbliche sostenendo di  essere pronto al dialogo con gli altri leader in nome delle riforme. Ma cosa c'è dietro tutto ciò? Una nuova visione politica del Cavaliere più aperta al dialogo o il contatto in nome di un piccolo regalo? Alcuni osservatori politici e alcune fonti riferiscono che dietro a questo confronto ci sarebbe l'idea di Berlusconi di riconoscere la vittoria del centro-sinistra a patto che si trovi un nome di rilievo per il Quirinale. "Al Colle serve un garante comune", avrebbe confidato ai suoi più fedeli collaboratori. Il problema è che va trovato un punto di contatto con i democratici.

Manca ormai un mese secco alle elezioni ma molti leader ragionano già in vista del post voto. Da giorni circolano alcuni nomi che sarebbero stati accostati al Colle più alto. Franco Marini, Giuliano Amato e Anna Finocchiaro senza dimenticare il vecchio e caro nome di Gianni Letta. Il Cavaliere avrebbe lanciato il suo messaggio distensivo ma gli altri leader avrebbero risposto con un secco "non se ne parla". Il cammino è ancora lungo e tutto potrebbe cambiare.

 

 

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