Berlusconi fa il bis: no anche al decreto taglia costi della politica

di 06.12.2012 14:13 CET
Berlusconi
Processo Mediaset, no a legittimo impedimento Reuters

Arrocco è la parola d'ordine. Sta a guardare Silvio Berlusconi. Prima come sono andate le Primarie del Pd. Poi, cosa intende fare il Consiglio dei Ministri con Election day e incandidabilità. E' un gioco al massacro il suo. Una guerra di trincea dove lui, in apparenza non più in prima linea, sta nelle retrovie a dirigere i suoi. Bene attento a stabilire come, dove e quando. La posta in gioco è troppo alta: e non è solo di matrice politica. Eccolo dunque tramare da dietro le quinte, sarebbe meglio dire da Palazzo Grazioli -dove ha da poco terminato un pranzo con i fedelissimi-. Berlusconi ora pensa al bis: no anche al decreto taglia costi della politica.

L'ex premier continua a tirare la corda, forse nella speranza di elezioni subito con tanto di porcellum. Dopo la quasi totale astensione fatta registrare dal Pdl stamani al Senato sul decreto Sviluppo, il presidente Schifani ha commentato: "Auspico, in un momento così delicato per la vita del Paese che si possano trovare punti di intesa che favoriscano una fine della legislatura con la massima condivisione. Vedremo gli sviluppi, terrò informato il Presidente della Repubblica - ha aggiunto - del contenuto degli interventi dei gruppi". 

L'aria di crisi è sempre più pesante. Riflettori accesi nel pomeriggio a Montecitorio. Secondo i bene informati Berlusconi avrebbe chiamato i capigruppo di Camera e Senato per raccomandare l'astensione sia al decreto Sviluppo che sul decreto sui costi della politica che passerà oggi pomeriggio al vaglio della Camera.

Praticamente un Paese tenuto in ostaggio.

 

 

 

LEGGI ANCHE:

Frattini vota la fiducia: "Il Paese viene prima del Pdl" 

Tutte le donne del Presidente: le amazzoni esultano per il ritorno del Cav 

Decreto costi politica: Sì ai vitalizi degli assessori regionali 

 

 

 

 

 

Commenti