Bike Intermodal, la bicicletta pieghevole italiana: leggera e trasportabile [VIDEO]

di 15.05.2014 14:19 CEST
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Si chiama Bike Intermodal ed è un progetto finanziato dall'Unione Europea con 1,58 milioni di euro: un prototipo di bicicletta pieghevole a pedalata assistita, dal peso di soli 7,5 kg, con la possibilità di essere posta in un piccolo contenitore da 50 x 40 x 15 cm facile quindi da sistemare in casa, trasportare o semplicemente appoggiare nell'angolo di un ristorante, un bar o un cinema.

La bicicletta, già insignita del Premio Gaetano Marzotto, non è solo leggera e trasportabile: le singole parti di cui è fatta sono riciclabili al 100%, garantendo un ciclo di vita ecologico, dalla produzione, all'uso, fino al riutilizzo. Sempre più, infatti, nelle nostre città i pendolari devono muoversi da un capo all'altro delle aree urbane, per questo sono nate le biciclette pieghevoli, che agevolano la mobilità grazie all'integrazione con auto e trasporti pubblici.

Secondo Alessandro Belli, uno dei partner principali del progetto e fondatore di Tecnologie Urbane, la startup italiana nata da quest'idea, "Con Bike Intermodal, abbiamo coniugato le migliori pratiche a livello di design, produzione e assemblaggio e abbiamo impiegato i materiali più innovativi per creare una supercompatta, leggera e accattivante, che risponde perfettamente alle esigenze della vita urbana. Siamo speranzosi che il prodotto sarà apprezzato non solo dei patiti della bici, ma incoraggerà anche i riluttanti a montare in sella e sperimentare la libertà che il mezzo assicura".

I dati parlano chiaro: ogni anno si producono 135 milioni di biciclette, di cui il 2% circa pieghevoli. Bike Intermodal si discosta tuttavia dalla classica filiera ciclistica, avvicinandosi di più al modello dell'automotive. "Abbiamo puntato sulla massima robustezza del prodotto limitando il numero di componenti e utilizzando i materiali più resistenti e, al tempo stesso, più leggeri, come il magnesio. Ogni parte viene testata, tracciata e può essere riciclata. Il processo si focalizza su controllo qualità, tracciabilità del ciclo di vita del prodotto e attenzione per l'ambiente", sottolinea Belli.

La tecnologia al centro della "bicicletta intermodale" è composta da un telaio pretensionato che si apre e si chiude come il carrello di atterraggio di un aereo, realizzato in alluminio pressofuso o magnesio e cavi nautici. Ma i materiali innovativi non finiscono di certo qui: la start-up sta anche valutando la possibilità futura di utilizzare grafene per rinsaldare e alleggerire ulteriormente la struttura.

Un motore progettato ad hoc da Maxon Motor (azienda di proprietà della famiglia BRAUN), partner del progetto, potenzia la mobilità senza aggiungere pesi eccessivi. Anche con il motore, la bicicletta pesa circa la metà di un modello pieghevole paragonabile ma senza tecnologia power-assist e occupa circa un quinto dello spazio.

Peso e dimensioni della bici sono stati ottimizzati grazie a studi sul campo ideati dall'Università di Firenze e realizzati dai partner ATAF e LPP, aziende di trasporti pubblici nelle città di Firenze (Italia) e Ljubljana (SIovenia). Tali studi, basati su questionari e test con modelli pieghevoli competitivi e condotti su un campione di lavoratori, pendolari giornalieri a vario titolo e studenti, hanno contribuito a comprendere quali fossero gli elementi necessari per massimizzare la facilità di utilizzo del prototipo.

Attualmente la startup ha ottimizzato sia il processo produttivo che il design della bicicletta: ora è commercializzabile, per questo fine l'azienda sta trattando con una serie d'investitori e con alcuni attori del settore automobilistico per inserire questo prototipo nel mercato.

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Lo stesso Belli stima che quando questo prototipo sarà ultimato per tutto costerà circa 800 euro nella versione senza motore e 1.300 euro per quella con motore, ma ci sarà anche un modello base, con la versione a scatto fisso 1, che potrebbe scendere a 500 euro. Considerando che più di due terzi della popolazione europea vive in città e che tale percentuale è destinata ad aumentare, il potenziale di questo mercato è considerevolmente elevato.

Michael Jennings, portavoce del Commissario Europeo per la ricerca, l'innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn, ha dichiarato: "Bike Intermodal è uno di quei progetti innovativi che bisognerebbe vedere più spesso in Europa, perché aiuta a migliorare la qualità della vita e la competitività economica europea. Uno degli obiettivi principali di Horizon 2020, il nuovo programma di finanziamento per la ricerca e l'innovazione, è quello di portare grandi idee come questa dal laboratorio al mercato. Quante più aziende innovative ci sono, quanto meglio sarà per l'economia europea".

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