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Una ser(r)ata speciale

By Manlio Brusantin |

Giancarlo Santalmassi santalmassiaschienadritta.it

di Manlio Brusatin

Il Signor Nessuno legge un cartello appeso alle serrande di vari negozi di Milano: CHIUSO PER INDIGNAZIONE, replicato in un inglese inedito e un po’ maccheronico: CLOSED FOR INDIGNATION. Il Signor Nessuno, che non vuole essere Nessuno, si interroga su questa “Indignazione” che suona come una dichiarazione di guerra. Compra il giornale e vuol capire.
INDIGNAZIONE/SDEGNO. Ma di chi e contro chi?
Lo “sdegno degli Dei “ era quel sentimento d’invidia delle Divinità verso coloro che troppo fortunati dalla sorte si credevano appunto delle divinità, e quindi incorrevano in assai probabili punizioni dall’alto. Ora qui invece gli sdegnati sono: Dolce Domenico Mario A. (13. 08. 1958) & Gabbana Stefano Silvio (14.11.1962), lo sdegno è contro il Comune di Milano, meglio forse contro “le parole “ dell’assessore al Commercio D’Alfonso Franco, che minaccia di non dare spazio pubblico agli evasori. Il Signor Nessuno continua a leggere il giornale e vede che Dolce & Gabbana avendo incassato dalla cessione di vari marchi 360.000.000 euro ne dovrebbero al fisco 548.842.368: numeri da lotteria che hanno la precisione matematica del fisco appunto. Ma li dovrebbero o non li dovrebbero?
I giornali (“Corriere della Sera” e “Repubblica” del 20 luglio 2013) riportano la lettera molto indignata firmata da Domenico Dolce & Stefano Gabbana e altra lettera che dovrebbe spiegare le ragioni dell’indignazione, firmata da un bel trio di avvocati, forse non ancora illustri: Massimo Dinoia – FortunatoTaglioretti –Armando Simbari. Costoro dettano una lettera a pagamento che sembra, non forse una barzelletta, ma una sequela di SMS e di Twitter, oltre il limite della sintassi e sicuramente ben oltre il limite dello stile. Il Signor Nessuno non vuole qui elencare le frasi avvocatizie che tutti hanno letto, e avrebbe preferito non veder stampate. Ci sono comunque delle “perle giuridiche “di cui ne cita una. Testuale: “E’ un vero e proprio stravolgimento, prima ancora che dei principi dettati dalla Costituzione, delle regole basilari del vivere civile, che toglie al cittadino ogni certezza ed impone di vivere con il terrore che, prima o poi, il fisco possa bussare alla sua porta, anche senza alcun motivo”. Ecc. ecc., dove i punti esclamativi si sprecano per confermare forse che “ognuno deve pagare le tasse secondo le proprie capacità contributive”. Allora, vien da dare un consiglio al premiato marchio (con Ambrogino d’oro): “O cambiate stile di comunicazione o cambiate avvocati”. Si tratta solo di una questione di gusto ― mangiando tranquillamente un gelato oltre la mezzanotte in compagnia di Pisapia, come non vorrebbe il suo assessore.

santalmassiaschienadritta.it

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