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Diario 16-21 Luglio 2013

By Carmelo Musumeci |

Carmelo Musumeci carmelomusumeci.com

16/07/2013
Ieri in molti carceri italiani è stato ricordato con cinque di rumoroso silenzio Stefano Cucchi, perché da alcune settimane ho inviato a molti detenuti questo documento:

Cinque minuti di rumoroso silenzio fra le sbarre

In questi giorni nella Redazione di Ristretti Orizzonti abbiamo scelto di non commentare a caldo la sentenza su Stefano Cucchi perché abbiamo preferito discutere insieme al nostro Direttore Ornella Favero sulla morte tragica di quel ragazzo.
E ne è venuto fuori che nessuno di noi voleva la vendetta, la condanna e il carcere per i medici, gli infermieri, gli agenti della polizia penitenziaria o i carabinieri, ma tutti volevamo la verità e la giustizia per Stefano, la sua famiglia e per le numerose morti che accadono nelle nostre carcere.
Poi la discussione è proseguita e abbiamo parlato delle negligenze, delle omissioni e delle rigidità di alcuni politici e funzionari ministeriali che hanno trasformato le carceri italiane in luoghi dove si muore facilmente.
Dove, purtroppo, accade che un ragazzo entri sano in carcere e muoia senza che nessuno se ne accorga.
E non è di nessuna consolazione che non si sappia se è morto di botte, di fame o di sete o se è colpa dei carabinieri, degli infermieri, dei medici o della polizia penitenziaria.
Ci basta sapere che Stefano non c’è più e non doveva morire e che nelle nostre patrie galere si muore facilmente come in guerra.
E si muore di suicidio, di malattie a volte curate male e tardi, a volte di morte “non chiara”.
La Redazione di “Ristretti Orizzonti” crede che le garanzie e l’umanità del mondo esterno non si dovrebbero fermare davanti alle porte e alle sbarre di un carcere.

E per questo propone a tutti i prigionieri in Italia, per il giorno 15 luglio 2013 alle ore 13.00, di fare cinque minuti di silenzio per ricordare Stefano Cucchi e tutti i morti di carcere.
Spesso nelle nostre galere non hai una scelta, o speri o muori, ma alcuni, come gli ergastolani ostativi a qualsiasi possibilità di libertà, non possono fare nessuna delle due cose, e allora sognano. Sognano che qualcosa, finalmente, possa cambiare.
Carmelo Musumeci
Redazione di Ristretti Orizzonti Carcere di Padova

17/07/2013
Stanno inserendo in rete, nel sito dell’IBTimes, un mio romanzo inedito “La Belva della cella 154”, a capitoli.
E spero che anche questo romanzo possa fare conoscere il mondo delle ombre.
Si può trovare il link nella home page del mio sitowww.carmelomusumeci.com oppure direttamente su:
http://it.ibtimes.com/blogs/uomo-ombra/carmelo-musumeci-belva-ergastolo-romanzo_216.htm
http://it.ibtimes.com/blogs/uomo-ombra/carmelo-musumeci-romanzo-la-belva-della-cella_228.htm

18/07/2013
Luca che aveva scritto quella bellissima “Lettera di un padre di famiglia agli uomini ombra” è ritornato nella mia cella e nel mio cuore e mi ha scritto:
Caro Carmelo, grazie per avere continuato a scrivere, in nome della giustizia, a molti personaggi più o meno “importanti”, a me, a tutti… grazie per averlo fatto non solo per te e i tuoi cari, ma anche per me e per l’umanità intera, abbiamo tutti bisogno che tu continui a farlo, perché ci dà tanta speranza e tanta forza di andare avanti. Oggi ho letto questa favola ed ho pensato a noi, e perciò ho deciso di condividerla con te inviandotela. Un abbraccio forte Luca.

19/07/2013
Ho saputo che un uomo ombra sottoposto al regime del 41 bis ha tentato d’impiccarsi.
Quando non hai niente per vivere, ma puoi avere tutto morendo, non hai scelta e alcuni scelgono di morire.
Come dargli torto?
Una scelta disperata, ma a volte necessaria.

20/07/2013
La cosa più terribile della “Pena di Morte Viva” è che non ti permette di avere dei sogni perché non puoi più realizzarli.
L’unica maniera che avevo per vivere una vita che non ho più era quella di scrivere libri, ma da quando sono in cella in due non ci riesco più.

21/07/2013
Forse qualcosa nella società italiana sta veramente cambiando perché ho saputo che hanno appena firmato contro l’ergastolo, la Senatrice Nerina Dirindin e il Procuratore Generale onorario aggiunto della Corte Cassazione, Gaetano Bonomi.
Forse non tutto è perduto, perché ci vuole tanto coraggio a metterci la faccia in una battaglia così impopolare.

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