Blue Origin: Bezos vuole creare una colonia umana sulla Luna [VIDEO]

Jeff Bezos Blue Origin
Jeff Bezos stappa una bottiglia di champagne per celebrare il collaudo riuscito del razzo riutilizzabile di Blue Origin Blue Origin

Nel caso qualcuno avesse ancora avuto dei dubbi sulla serietà delle intenzioni di Jeff Bezos e della sua Blue Origin, gli ultimi giorni hanno garantito notizie a sufficienza da spazzarli via. La novità più succosa, o quantomeno quella dal maggior impatto emotivo, è il piano per stabilire una colonia umana sulla Luna, un'idea che appare quasi un rilancio all'annuncio di SpaceX, che ambisce a portare dei turisti paganti in orbita intorno al nostro satellite nel 2018.

Ciò a cui punta Bezos è però molto più ambizioso: secondo quanto emerso grazie ad un report del Washington Post (il celebre quotidiano è di proprietà del fondatore di Amazon), Blue Origin ha fatto circolare tra i vertici NASA ed alcuni rappresentanti dell'amministrazione-Trump un documento di sette pagine nel quale viene illustrato un articolato "piano per la Luna" in più fasi.

LEGGI ANCHE: Turismo spaziale: quando potremo mandare cartoline dalla Luna?

Il primo step sarebbe quello di sviluppare un lander la cui destinazione sarebbe il Polo Sud lunare: nel 2009, le analisi spettrografiche della sonda LCROSS della NASA confermarono la presenza di acqua all'interno del cratere Cabeo. Il documento di Blue Origin propone la creazione di un "servizio di consegne" che permetta di portare in più riprese materiale di vario tipo sulla superficie entro la metà del prossimo decennio.

Il materiale in questione dovrebbe comprendere anche degli habitat che, alla fine, dovrebbero consentire la creazione di una colonia umana. "È tempo che l'America ritorni sulla Luna, questa volta per restare", ha spiegato Bezos al Washington Post. "Un insediamento lunare permanentemente abitato è un obiettivo difficile e meritevole. Percepisco che molte persone sono eccitate al riguardo".

aldrin apollo 11 luna Buzz Aldrin sulla Luna nel corso della missione Apollo 11. Riflesso sulla visiera del suo casco è possibile vedere Neil Armstrong che scatta la foto  NASA

Difficile al momento dire se il piano di Blue Origin sia fattibile o un'utopia. Quel che è certo è che Donald Trump non ha mai fatto mistero di desiderare che la NASA si focalizzi sull'esplorazione spaziale con equipaggio e non su altro (ad esempio quegli sciocchi, inutili e costosi programmi di monitoraggio ambientale terrestre), il che significa che il Presidente USA potrebbe superare la scarsa simpatia, totalmente ricambiata, che nutre per Bezos.

Tutto il materiale necessario a questo piano dovrebbe viaggiare a bordo dei New Glenn, i nuovi razzi di Blue Origin le cui dimensioni li renderebbero secondi solamente ai potenti Saturn V, ossia i veicoli di lancio del programma Apollo. Bezos aveva annunciato diversi dettagli in merito lo scorso settembre, ma nei giorni scorsi l'imprenditore ha condiviso su Twitter le immagini del BE-4, il nuovo propulsore sviluppato dagli ingegneri di Blue Origin.

Le immagini del motore sono state accompagnate dallo slogan non ufficiale di Blue Origin, ossia il motto latino "Gradatim ferociter" ("Passo dopo passo, con tenacia"). Il BE-4 ha certamente le caratteristiche per attrarre l'approvazione della Casa Bianca: quando il suo sviluppo sarà stato completato, nel 2019, i contribuenti statunitensi non avranno speso neanche un dollaro sul propulsore, visto che tutto il lavoro sarà stato fatto da Blue Origin.

Di certo, il BE-4 ha il vantaggio di essere molto concreto, a differenza del New Glenn: al momento, il razzo non è nient'altro che una serie di progetti. Per essere precisi, in questo momento persino la struttura dove il veicolo dovrebbe essere assemblato è in fase di costruzione a Cape Canaveral.

Probabilmente è per questo che, nelle scorse ore, Blue Origin ha diffuso un video che mostra come saranno le missioni condotte con il New Glenn a partire dal lancio fino al rientro sulla Terra del primo stadio su una chiatta che naviga in mezzo all'oceano. Aspettate, dov'è che l'abbiamo già sentita questa? Ah, giusto: è ciò che SpaceX ha fatto con successo più e più volte (dopo aver spettacolarmente fallito in diverse occasioni).

A quanto pare Bezos si diverte ad alimentare il confronto a distanza con Elon Musk e la sua azienda, che qualche tempo fa divenne anche un divertente cartone animato. In realtà, l'atterraggio su una chiatta è una soluzione tecnica vantaggiosa e meno rischiosa per diversi motivi, ed è per questo che Blue Origin intende puntarci.

In effetti, l'azienda di Bezos ha più volte fatto rientrare il primo stadio di un New Shepard sulla Terra, ma in quei casi si trattava di un razzo molto più piccolo che è atterrato sulla terraferma. Qui stiamo parlando di "vere" missioni spaziali con un veicolo che sarebbe tra i più grandi e potenti mai costruiti.

New Shepard blue origin 19 giugno 2016: il razzo New Shepard di Blue Origin atterra dolcemente (per la quarta volta) nel deserto del West Texas  Blue Origin

A quanto pare, c'è già chi ritiene che i piani di Bezos non siano semplicemente dei "vanity project" ma qualcosa di reale ed affidabile: stiamo parlando dei francesi di Eutelsat, uno dei principali operatori di telecomunicazioni satellitari al mondo, che hanno deciso di diventare i primi clienti a prenotare un volo a bordo del New Glenn.

"Eutelsat ha lanciato satelliti su molti nuovi veicoli e condivide sia il nostro approccio metodico all'ingegneria che la nostra passione per la diminuzione dei costi di accesso allo spazio", ha affermato Bezos commentando la notizia dell'accordo, che prevede il lancio tra il 2021 ed il 2022. "Benvenuti nella lista di lancio, Eutelsat: non vedo l'ora di volare insieme".

Fossimo in Bezos, più che "non vedere l'ora" preferiremmo prenderci il nostro tempo per preparare tutto nel modo migliore. Blue Origin, come detto, deve ancora finire di costruire la struttura nella quale costruire il suo razzo, che dovrà poi essere testato più e più volte prima che l'azienda possa permettersi di far salire a bordo un costoso satellite che dovrebbe essere lanciato con tutti gli occhi puntati addosso. Si tratta di un bel po' di cose da fare in appena 4 o 5 anni.

LEGGI ANCHE: Ecco come chiunque può aiutare a trovare il misterioso Planet Nine

Eppure, c'è da sperare che Bezos riesca a raggiungere questo incredibilmente ambizioso traguardo: se c'è una cosa che questa nuova corsa allo spazio "combattuta" fra aziende ha in più rispetto a quella originale che vide di fronte USA e URSS è la maggiore concorrenza, che garantisce una spinta ulteriore a tutti i partecipanti.

Bezos ha fatto partire Amazon dal proprio garage e l'ha portata ad una dimensione tale da permettergli di diventare uno degli uomini più ricchi del mondo: se c'è uno che può farcela a realizzare dei progetti così follemente ambiziosi (o ambiziosamente folli, se preferite) è proprio lui. Passo dopo passo, con tenacia.