Blue Origin, primi astronauti nello spazio nel 2018

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La partenza del razzo New Shepard di Blue Origin (19 giugno 2016) Blue Origin

Blue Origin, la compagnia creata da Jeff Bezos, ha intenzione di dare il via ai suoi voli con equipaggio utilizzando il razzo New Shepard già a partire dall'anno prossimo, stando a quanto dichiarato nel corso di una conferenza al MIT nei giorni scorsi da Erika Wagner, dirigente della società del fondatore di Amazon.

"Stiamo tentando di effettuare i nostri primi voli con esseri umani a bordo entro l'anno prossimo: questo è un obiettivo fondamentale per la nostra squadra in questo momento", ha spiegato la Wagner, aggiungendo come tutti in azienda siano "piuttosto orgogliosi" di essere stati i primi a far rientrare un razzo da un volo suborbitale, nel novembre del 2015.

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Dopo aver raggiunto quello storico traguardo, la società di Bezos è riuscita per altre quattro volte nella manovra, riportando a casa un razzo potenzialmente riutilizzabile. La cosa è considerata un elemento fondamentale nella diminuzione dei costi per l'accesso allo spazio, dal momento che eviterebbe di sacrificare ad ogni missione un intero veicolo di lancio.

Questa, com'è noto, è anche la posizione di SpaceX e del suo CEO, Elon Musk. Le differenze tra le due società (e tra i due dirigenti) sono però notevoli: se Bezos con il suo New Shepard ha come scopo nel breve termine quello di portare turisti in orbita intorno alla Terra, Musk con il suo razzo Falcon 9 vuole rivoluzionare l'accesso allo spazio rendendo più economici i lanci di satelliti ed astronauti. 

Anche Blue Origin nel tempo ha intenzione di percorrere questa strada, ma indubbiamente SpaceX è molto più avanti: la società di Musk, peraltro, ha recentemente conquistato le attenzioni di tutto il mondo annunciando l'intenzione di mandare due turisti in orbita intorno alla Luna già l'anno prossimo. Considerando la sfida tra i due miliardari, se effettivamente entrambe le aziende dovessero raggiungere i loro traguardi nel 2018, il ritorno sul nostro satellite di SpaceX metterebbe parecchio in ombra il "semplice" volo orbitale di Blue Origin.

La cosa non sembra però preoccupare Blue Origin, che però dovrà affrontare numerose questioni relative alla sicurezza prima di ipotizzare di far salire degli esseri umani a bordo. Nulla di stupefacente: se in questo tipo di attività l'esplosione di un razzo con a bordo un satellite può al massimo essere una cattiva pubblicità ed un problema da superare, lo stesso incidente con un equipaggio ai propri posti significherebbe una tragedia che imporrebbe di chiudere bottega.

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Un imprenditore smaliziato come Bezos, questo è certo, preferirebbe non rispettare la tabella di marcia e ritardare un po' il primo volo con equipaggio piuttosto che correre anche il minimo rischio che questo possa accadere. Peraltro, non è ancora chiaro se si stia parlando di astronauti professionisti, chiamati a collaudare il sistema di Blue Origin, o già dei primi turisti paganti.

"Dobbiamo davvero portare la cosa al livello successivo e dimostrare [l'affidabilità di] un razzo prima di portare il nostro primo essere umano a bordo"; ha affermato la Wagner. "Non crediamo che si ottenga l'idoneità con un determinato numero di voli: crediamo si ottenga con una determinata performance. Crediamo davvero che la sicurezza venga da quanto bene comprendi un sistema. Non appena saremo pronti, avremo degli esseri umani a bordo: non ci siamo ancora".