Bonus bebè 2017: presentazione ISEE e obbligo IBAN. Le precisazioni dell'INPS sul pacchetto famiglia

di 27.01.2017 17:03 CET
Studio: le supermamme hanno bisogno di relax, di stare tranquille
A child touches her mother's stomach at the last stages of her pregnancy. A recent study published by the American Heart Association said that the rate of pregnancy-related stroke in women rose by 54 percent. REUTERS / Regis Duvignau

La legge di bilancio 2017 ha rinnovato o introdotto misure a sostegno della natalità. Il cosiddetto pacchetto famiglia per il 2017 è composto dal Bonus mamma domani, dal Bonus bebè, dal Buono nido e dal Voucher asilo nido o baby-sitter. Alcune misure sono legate al reddito familiare: tra queste c’è il Bonus bebè, già in vigore e prorogato dalla legge di bilancio per il 2017.

L’INPS, con la circolare numero 261 fornisce importanti precisazioni sull’ISEE da presentare per avere diritto al Bonus bebè nel 2017, anche in caso di rinnovo di un bonus già ottenuto negli anni passati. Vediamo meglio in cosa consiste il pacchetto famiglie 2017 e cosa dice la circolare dell’INPS.

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Legge di bilancio 2017: pacchetto famiglia

Per quest’anno sono in vigore alcune misure a sostegno della famiglia:

- Bonus mamma domani: 800 euro una tantum per le donne in gravidanza;

- Bonus bebè: 960 euro l'anno per i primi tre anni di vita del figlio (il peso dell'assegno cambia il base all'ISEE della famiglia);

- Buono nido: 1.000 euro all'anno per tre anni per i bambini che frequentano un nido pubblico o privato;

- Voucher asili nido o baby-sitter: 600 euro al mese per sei mesi (o per tre per le lavoratrici autonome) per le mamme che non usufruiscono del congedo parentale. 

Bonus bebè 2017: le precisazioni dell’INPS sull’ISEE

La legge di bilancio per il 2017 ha confermato anche per quest’anno il Bonus bebè: 960 euro all’anno per i primi tre anni di vita del figlio. Il bonus bebè vale per tutti i figli nati o adottati tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017. L’INPS eroga il bonus bebè a partire dalla nascita del figlio (o arrivo in famiglia nel caso di adozione) e fino al compimenti del terzo anno di età.

Il Bonus bebè però non è sempre uguale, il suo valore economico varia a seconda della situazione economica della famiglia:

- vale 80 euro al mese (per ogni figlio con età inferiore ai tre anni) per le famiglie con ISEE inferiore ai 25mila euro;

- vale 160 euro al mese per le famiglie con ISEE inferiore ai 7mila euro.

Con la circolare numero 261 l’INPS fa alcune importanti precisazioni utili ad evitare la sospensione o la perdita del diritto al Bonus bebè. I dati forniti nell’ISEE come il patrimonio mobiliare e il possesso di obbligazioni sono indicati tramite autodichiarazione del contribuente e poi incrociati con i dati in possesso dell’INPS e dall’Agenzia delle Entrate.

Se dai controlli emergono differenze o omissioni, l’Agenzia li segnala all’INPS che in modo automatico sospende la pratica per l’erogazione del Bonus bebè. Il beneficiario, in questo caso, riceve un avviso di sospensione del bonus.

La circolare dell’INPS spiega che la sospensione durerà finché il contribuente non abbia seguito una delle seguenti strade:

- può presentare una nuova dichiarazione ISEE corredata dalla documentazione necessaria a provare che non c’è alcun errore o omissione;

- oppure presentando una nuova Dsu con i dati aggiornati.

L’INPS verifica i nuovi dati presentati:

- in caso di corrispondenza delle informazioni fornite dal contribuente e i dati del Fisco riprenderà il pagamento del Bonus bebè, incluse eventuali mensilità non ancora pagate per via della sospensione;

- nel caso in cui non ci fosse corrispondenza tra le informazioni dei contribuente e quelle del Fisco la domanda per il Bonus bebè resterà sospesa fino alla produzione di documentazioni idonea.

 L’esito della verifica sarà comunicato all’indirizzo di posta elettronica indicato nella domanda per il Bonus bebè.

La circolare dell’INPS infine, informa delle nuove modalità di comunicazione del codice IBAN. Nel caso di accredito diretto del Bonus bebè su conto corrente bancario o postale, libretto postale e carta prepagata è ora obbligatorio presentare il modello SR163.