Brasile, si vota l’impeachment di Dilma Rousseff: recessione, caos istituzionale e Olimpiadi a rischio

Dilma Rousseff
Dilma Rousseff durante una conferenza in Planalto Palace, a Brasilia REUTERS/UESLEI MARCELINO left1 of 2right left2 of 2right left1 of 2right

Il Brasile sta attraversando uno dei momenti più diffili della sua storia. Una lunga serie di scandali di corruzione ha coinvolto la classe politica, maggioranza o opposizione, e il presidente Dilma Rousseff è sotto accusa per aver “truccato” i conti del Brasile per convincere i cittadini a rieleggerla alla guida del Paese. Nel parlamento brasiliano regna il caos più totale e il voto che si apre oggi per l’impeachment di Rousseff potrebbe riservare altri colpi di scena. Intanto l’economia del Brasile va sempre più a rotoli e i cittadini a cui è stato chiesto di stringere la cinghia protestano per i milioni speri per le Olimpiadi, altro tasto dolente del 2016 brasiliano. Primo Paese del Sudamerica ad ospitare i giochi olimpici, il Brasile rischia di non essere, al momento, all’altezza dell’incarico: i lavori per la costruzione delle strutture sono costellati da numerosi incidenti, anche mortali e sono lontani dall’essere terminati. E il clima nel Paese si riverbera anche sulla vendita dei biglietti che stanno andando a rilento mentre campioni del calibro di Rivaldo invitano a non andare in Brasile per le Olimpiadi.

Caos istituzionale

Oggi inizia il voto al Senato per l’impeachment di Dilma Rousseff, dopo il primo via libera arrivato il 18 aprile dalla Camera. La presidente arrivata per la prima volta alla Palácio do Planalto nel 2011 è accusata di aver truccato i conti del Brasile per vincere nuovamente le elezioni del 2014.

Per il voto al Senato basterà la maggioranza semplice, 41 su 81, per sospendere il presidente Rousseff per 180 giorni, periodo necessario per mettere in piedi la propria difesa nel processo vero e proprio. L’esito del voto dovrebbe arrivare soltanto giovedì e il via libera all’impeachment sembra scontato, al netto di altri colpi di scena nel parlamento brasiliano.

Nei giorni scorsi, infatti, il caos istituzionale in Brasile si è mostrato sotto forma di farsa. Il nuovo presidente della Camera Waldir Maranhao (che sostituisce Eduardo Cunha, accusato di aver ostacolato un’indagine legata allo scandalo Petrobras) ha chiesto l’annullamento del voto sull'impeachment della Camera adducendo irregolarità procedurali. Dopo il suo annuncio, il Presidente del Senato, Renan Calheiros, aveva ribadito la prosecuzione della procedura di impeachment definendo illegale il tentativo di Maranhao di bloccare il processo. Ma intanto per Dilma Rousseff si era aperto uno spiraglio di speranza.

Poi, secondo quanto riportano giornali del Brasile, Maranhao avrebbe ritratto la sua posizione in seguito alle minacce di espulsione da parte del suo partito. Martedì 10 maggio, quindi, dopo un lungo balletto istituzionale, Maranhao ha annullato la sua richiesta di annullamento del voto alla Camera, confermando la prosecuzione del processo e il voto previsto al Senato previsto per oggi.

Se il voto confermerà il via libera all’impeachment, Rousseff sarà sospesa fino a novembre, il suo vice Michel Temer, (diventato negli ultimi mesi il suo principale rivale) assumerà la carica di presidente ad interim fino alle prossime elezioni previste per il 2018, e partirà il processo vero e proprio.

All’interno del Senato del Brasile, accusa e difesa metteranno in scena un vero processo con arringhe e testimoni per convincere i senatori dell’innocenza e della colpevolezza della presidente. L’ultima parola spetterà, quindi, ai senatori che dopo aver assistito al processo dovranno votare: per l’allontanamento definitivo di Rousseff sarà necessaria una maggioranza dei due terzi, 54 voti su 81.

Brasile: da locomotiva a Paese in recessione

Ormai il Brasile non corre più. Nonostante i tentativi del governo di nascondere i problemi economici, il bubbone è scoppiato e il Brasile è ormai in piena recessione. Nel 2015 il PIL del Brasile ha registrato il peggior risultato degli ultimi 25 anni contraendosi del 3,8%. Particolarmente pesante il crollo dell’ultimo trimestre quando il PIL ha segnato un -5,9% rispetto allo stesso periodo del 2014.

A rallentare l’economia del Brasile hanno contribuito gli scandali politici di corruzione, in particolare quello relativo al colosso petrolifero Petrobas che ha coinvolto mezzo parlamento gettando il Paese nel caos istituzionale ormai arrivato al suo apice. Ma soprattutto il calo dei prezzi delle materie prime e il rallentamento della Cina hanno gravato sull’andamento economico del Brasile. A questo si aggiunge la contrazione degli investimenti, la fuga dei capitali stranieri, l’instabilità della moneta, il taglio della spesa pubblica e l’inflazione.

Olimpiadi a rischio flop

In questo scenario, con l’aumento della disoccupazione e della povertà, la tensione tra la popolazione sale a causa dei milioni pubblici spesi per le Olimpiadi e per la costruzione di strutture che probabilmente, terminati i giochi, andranno alla malora. La crisi economica e il caos istituzionale creano una grande instabilità e confusione intorno all’evento dell’anno, quello su cui saranno puntati tutti i riflettori del mondo. E il Brasile sembra tutt’altro che pronto a questo appuntamento. I giochi si apriranno il 3 agosto e molte strutture ancora non sono pronte, la vendita dei biglietti va a rilento e per la polizia è sempre più difficile tenere la situazione sotto controllo.

L’ultimo allarme arriva dal calciatore, pallone d’oro, Rivaldo che sul suo profilo instagram ha pubblicato la foto di una ragazza di 17 anni uccisa in una sparatoria a Rio. Il calciatore consiglia di non andare in Brasile per le Olimpiadi perché “qui sarete in pericolo di vita”, avverte. Come se non bastasse il virus Zika continua a preoccupare e il rischio di infezioni e malattie resta elevato, mentre gli ospedali del Brasile si rivelano sempre meno all’altezza dell’emergenza. Non un bel biglietto da visita per il Paese.

Insomma, a meno di tre mesi dall’inizio delle Olimpiadi il Brasile sta attraversando uno dei momenti più complessi della sua storia, con una combinazione drammatica di scandali, caos istituzionale, guerra politica, recessione, tensione sociale e emergenza sanitaria. Affidare le Olimpiadi ad un Paese emergente, il primo del Sudamerica, aveva l’obiettivo di attirare l’attenzione mondiale sul lato migliore del Brasile, ma stando così le cose il rischio è che tutto il mondo assista in diretta al fallimento dei giochi in un Paese allo sbando.

Una precedente versione di questo articolo affermava che la sede della presidenza del Brasile fosse la Casa Rosada. Si tratta invece del Palácio do Planalto. Ci scusiamo con i lettori per l'errore.