Brexit: il Giappone minaccia di lasciare il Regno Unito se resterà fuori dal mercato unico

di 05.09.2016 9:02 CEST
Giappone
Shinzo Abe, primo ministro del Giappone, arriva al G20 di Hangzhou, Cina, nel settembre 2016 REUTERS/Chance Chan

Mentre si svolgeva il summit del G20 a Hangzhou in Cina il governo giapponese ha avvertito che le sue aziende potrebbero lasciare il Regno Unito, se il paese dovesse perdere accesso al mercato libero europeo dopo la Brexit. Si tratta di un argomento molto delicato, se si considera che il governo inglese è spaccato sulla questione.

Un report di 15 pagine pubblicato dal Ministero per gli Affari Esteri giapponese rivela le possibili conseguenze del commercio tra Regno Unito e Giappone dopo la Brexit, se le richieste da parte delle aziende giapponesi non dovessero essere soddisfatte.

Il documento contiene una nota specifica che dice che il Regno Unito deve mantenere un sistema di immigrazione che assicuri “l'accettazione di professionisti con alte capacità nel settore finanziario ed in altri settori”.

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Il rapporto sottolinea inoltre che circa il 50% degli investimenti nell'Unione europea arriva nel Regno Unito, numero che comprende il denaro di compagnie come Nissan, Honda e Mitsubishi.

«Le aziende giapponesi con i loro quartieri generali europei nel Regno Unito potrebbero decidere di trasferire le loro funzioni apicali sull'Europa continentale se le leggi europee non dovessero più essere applicabili nel Regno Unito dopo il suo ritiro dall'Unione», afferma il report.

La lista di richieste fatta nel report comprende i costruttori di automobili, il Giappone teme che le parti di auto necessarie per la costruzione di un veicolo possono essere tassate due volte se importate dall'Unione Europea e poi assemblate in Gran Bretagna. Preoccupazioni anche per le banche: le conseguenze per le istituzioni finanziarie se il Regno Unito dovesse perdere accesso al sistema di passaporto bancario sarebbero molti importanti. Sì tratta infatti del sistema che permette alle banche con uffici nel Regno Unito di aprire succursali in altri paesi dell'Unione europea senza dover ottenere permessi speciali da parte del governo locale.

«Se le istituzioni finanziarie giapponesi dovessero avere difficoltà a mantenere il passaporto unico ottenuto nel Regno Unito, esse incontrerebbero difficoltà nelle proprie operazioni nell'Unione europea e potrebbero dover acquisire personalità giuridica all'interno dell'Unione Europea e ottenere nuovamente il passaporto, oppure spostare le proprie operazioni nel Regno Unito verso sedi esistenti nell'Unione Europea», si legge nel report.

Le banche d'investimento con base nel Regno Unito hanno già fatto notare preoccupazioni simili riguardo la questione del passaporto (con Francia e Germania pronte a portarsi a casa pezzi della City londinese), ma il report giapponese è il più forte comunicato ufficiale mai rilasciato da un governo straniero sulle conseguenze della Brexit.

Anche l'industria farmaceutica giapponese è preoccupata dalla Brexit, secondo il report. L’Agenzia per il farmaco europea ha sede a Londra ed è una caratteristica che rende il Regno Unito interessante come sede di ricerca farmaceutica.

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«Molte compagnie farmaceutiche giapponesi operano a Londra, per via del fatto che l'Agenzia per il farmaco europea ha sede a Londra. Se l'agenzia dovesse essere trasferita in un altro Stato membro dell'Unione Europea l'appeal di Londra come ambiente per lo sviluppo di prodotti farmaceutici verrebbe meno, cosa che potrebbe portare ad uno spostamento nei flussi di fondi in ricerca e sviluppo verso l'Europa continentale».

«Questo potrebbe costringere le compagnie giapponesi a riconsiderare le proprie attività di business» scrive il report.

«Il governo del Giappone ha fiducia nel fatto che il Regno Unito e l'Unione Europea, prestando ascolto a queste richieste in maniera piena e rispondendo loro in maniera cooperativa, manterranno l'attuale ambiente di business o allevieranno gli impatti di ogni cambio radicale, in modo da rimanere una destinazione attraente per fare affari» prosegue il report.

«Il Giappone è interessato a cooperare per fare in modo che il processo di negoziazione per il ritiro del Regno Unito va davanti senza problemi e senza causare grandi disturbi all'economia mondiale».

Il report è arrivato dopo che il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha avvisato il primo ministro britannico Theresa May che gli Stati Uniti non daranno priorità ad un accordo commerciale con il Regno Unito nel caso in cui Londra lasciasse l'Unione Europea, favorendo invece la finalizzazione del TTIP e del TPP, ovvero gli accordi commerciali con l'Unione europea e con le nazioni dell'Asia-Pacifico.