Calciomercato Napoli, De Laurentiis e le clausole rescissorie: ecco perché sono un affare

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli Reuters

Con il rinnovo ormai certo di Dries Mertens fino al 2020, anche il folletto belga rientra nella schiera di quei calciatori cui il Napoli ha imposto una clausola rescissoria. La nuova politica avviata dal presidente Aurelio De Laurentiis, che si rifà al modello spagnolo e portoghese, mira a blindare i gioielli della boutique campana, esaltati dal gioco spettacolare di Maurizio Sarri. Sì, anche il futuro dell’allenatore tosco-partenopeo è legato a una clausola rescissoria da 8 milioni di euro (in realtà è una pensale esercitabile dal 2018, ndr), non proprio bruscolini per un tecnico.

IL CASO HIGUAIN. Inutile negarlo, l’addio del Pipita, che la scorsa estate ha scelto di accettare la corte della Juventus “tradendo” i tifosi del San Paolo, scotta ancora. Ma per le casse del club la cessione dell’allora ventottenne centravanti argentino si è rivelato un vero e proprio affare. Pagato 40 milioni di euro dal Real Madrid, è stato acquistato dai bianconeri per 90 milioni, ovvero il valore della sua clausola. Il club campano ha commesso solo un’ingenuità: dare anche alle italiane la possibilità di comprare il campione sudamericano nato a Brest.

La Vecchia Signora, decima squadra al mondo per fatturato (341,1 milione) e forte della cessione di Pogba al Manchester United per 105 milioni, non ha esitato a fiondarsi su Higuain, mettendo il Napoli con le spalle al muro. A posteriori, non è errato affermare che tutti hanno beneficiato della cessione del Pipita. La Juve è in corsa per il triplete (ampiamenti rientrati i soldi spesi), mentre gli azzurri hanno potuto irrobustire la rosa con innesti di qualità e, probabilmente, il prossimo anno potranno competere per lo scudetto. Al di là degli aspetti emotivi e delle rivalità sportive, giova ricordare che con 90 milioni di euro l’affare Higuain è il quarto trasferimento più costoso della storia del calcio, dopo i 105 milioni sborsati dai Red Devils per Pogba, i 100 dal Real Madrid per Bale e i 94 sempre dai galacticos per Cristiano Ronaldo. Un autentico capolavoro di mercato, insomma.

LE ALTRE CLAUSOLE. Il peccato originale è stato cancellato: ora tutte le clausole rescissorie che pendono sui calciatori del Napoli sono valide soltanto per l’estero. Dunque, i tifosi partenopei possono essere sicuri del fatto che non si registreranno altri scippi da parte di team rivali. A molti sostenitori le clausole proprio non vanno giù: il timore di perdere i propri beniamini supera la logica dei bilanci e delle prospettive di crescita.

Partiamo proprio da Mertens, che dal 2018 potrà essere comprato per 30 milioni di euro (ovviamente se accetterà di andar via). Pochi? Non proprio, visto che avrà 31 anni e che il Napoli avrebbe potuto rischiare di perderlo a zero. Con l’eventuale cifra incassata dal pagamento della clausola del belga, il club campano potrà piazzare uno o due colpi di spessore. Gli altri calciatori vincolati a una clausola sono Zielinski (65 milioni), Rog (60) e Hysaj (50), mentre vige il mistero su Koulibaly, che lo scorso settembre ha rinnovato fino al 2021. Il Napoli si ritrova in casa una miniera d’oro, perché dalla cessione dei suoi tre giovani talenti (forti sì, ma nessuno vale la somma delle loro clausole) potrebbe ricavare 175 milioni di euro da reinvestire per le campagne acquisti.

Inoltre, grazie alla presenza di questi vincoli così elevati, il club ha un maggiore potere contrattuale rispetto ai calciatori, puntualmente soggetti a fastidiosi mal di pancia quando ricevono offerte più convenienti da altri club. De Laurentiis non è uno di quei presidenti che si lascia facilmente piegare dai procuratori e le clausole rescissorie ne sono una testimonianza. Se poi arrivano 90, 65, 60 o 50 milioni in cassa, allora sì che diventano anche un affare.